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FINANZA/ Ecco la bomba dei mercati che può colpire l’Italia

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Di più, nell’adverse scenario dell’Ebs esisteva una tabella 4 dedicata alla valutazione del taglio dei rendimenti sulle obbligazioni sovrane, un criterio che non è stato utilizzato nei tests. Bene, in base a quello schema - non applicato perché ritenuto rischioso e foriero di extra-bocciature - il picco di taglio dei rendimenti per la Grecia sarebbe sul titolo a 3 anni con un haircut del 29,5%: peccato che già oggi i suoi bonds Ctd (Cheapest-to-deliver, quelli che oltretutto rendono maggiormente a chi li vende), vengono contrattati con uno sconto del 50%! Ecco quindi spiegata la durezza del giudizio di Larry Elliott, responsabile dell’economia al Guardian, secondo cui «la Grecia è sull’orlo del fallimento, il contagio finanziario è arrivato fino a Spagna e Italia, ci sono sempre più voci che parlano di un euro che non sopravviverà nella forma attuale e l’Eba ci dice che solo otto banche non hanno passato gli stress test. Se credete a questo, crederete a tutto».

D’altronde, la lezione dello scorso anno parla chiaro: tutte le banche irlandesi passarono il test - così come quest’anno, nonostante siano tutte nazionalizzate e minaccino il taglio dei rendimenti sul debito senior - e nell’arco di tre mesi Dublino fu costretta a chiedere aiuto a Ue e Fmi per non andare in default a causa del loro debito. Inoltre, nelle intenzioni dell’Eba le valutazioni di quest’anno sarebbero state più stringenti e includenti più scenari plausibili: peccato che gli stress tests non includessero il default sul debito sovrano da parte di alcuno dei membri dell’Ue e nemmeno l’ipotesi di contagio dai cosiddetti periferici al nucleo forte dell’Unione, cosa che in realtà sta già in parte accadendo!

Certo, dal punto di vista dell’Eba ammettere che 25 o 30 banche non avessero passato il test, avrebbe significato giustificare il panic selling lunedì mattina, con i rendimenti delle obbligazioni degli Stati le cui banche erano state bocciate destinati a salire alle stelle. Peccato che, come già detto, la City abbia già contemplato questo scenario, nonostante le rose e i fiori dell’Eba. Ma criteri così morbidi per i tests potrebbero mandare un segnale inverso: ovvero, un sistema bancario innescato come una bomba a orologeria pronta a esplodere con l’acuirsi della crisi del debito sovrano nelle prossime settimane. Un qualcosa di quasi certo, vista l’inazione e i continui rinvii europei rispetto alla risoluzione del problema greco. Forse, sarebbe stato meglio e più realistico bocciare chi andava bocciato, obbligandolo a proteggersi maggiormente con cuscinetti di capitale d’emergenza.

Ma c’è di più. L’unico dato davvero interessante reso noto dagli stress tests è stato generalmente ignorato dalla stampa ma non da analisti e investitori

 

 

Nello scenario attuale, l’unica preoccupazione per il settore bancario appare quella della detenzione di debito sovrano di paesi a rischio insolvenza, ma occorre ricordare che gli istituti sono esposti anche attraverso conduits più semplici: ovvero, debito commerciale e retail. E quali sono le nazioni i cui istituti appaiono più esposti su questo fronte? Spagna, Italia e Francia. Al 31 dicembre scorso, Bnp Paribas, Credit Agricole, Bpce Group e Societe Generale detenevano circa 300 miliardi in prestiti e altro debito emesso da istituzioni e soggetti privati portoghesi, irlandesi, italiani, greci e spagnoli. Soltanto verso clienti spagnoli, le quattro banche transalpine sono esposte per 51 miliardi di euro.


COMMENTI
19/07/2011 - scenario default usa (pietro luca mancuso)

seguo molto gli articoli di finanza pubblicati dal sussidiario e nella mia ignoranza volevo chiedere: che cosa succederà se gli usa dichiareranno default? grazie, saluti, pierluca mancuso

 
19/07/2011 - come per Lehmann (Fabrizio Terruzzi)

il debito greco ammonta (se ben ricordo) a 300 miliardi di Euro, meno di quanto le borse abbiano perso in questi giorni (fra obbligazioni e azioni). Se tiravamo subito fuori i soldi per ricomprarcelo all'istante in toto e chiudere la partita avremmo recuperato l'importo il giorno dopo con l'aumento dei corsi. Come per Lehmann per risparmiare 10 si è creato un danno di 1000. La BCE metta da parte i suoi sofismi, stampi quello che c'è da stampare e elimini il problema dei debiti sovrani una volta per tutte (riduzione all'80% del PIL), chiedendo nel contempo l'azzeramento dei deficit da subito. La FED ha stampato allegramente, lo fa il Giappone da anni senza nessuna delle conseguenze tanto temute in Europa. A mali estremi estremi rimedi.