BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ Sapelli: l’enigma delle privatizzazioni risolto da una "fiaba"

Pubblicazione:mercoledì 20 luglio 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 20 luglio 2011, 13.45

La Sfinge di Giza (Foto Ansa) La Sfinge di Giza (Foto Ansa)

Un vecchio amico, or ora giunto dalla monarchia di Cacuania, mi ha raccontato questa storia che mi piace trasmettere ai lettori. Mi ha assicurato della sua veridicità: «Un venditore di privatizzazioni camminava nel deserto calcolando freneticamente quanto il regime dei neoclassici - una setta molto ricca ed endogamica, che aveva preso il potere in Cacuania da circa vent’anni secondo i dettami della monarchia universale neoclassica di rito scozzese - avrebbe raccolto per il tesoro di Stato con le privatizzazioni.

Quella somma sarebbe servita per far fronte al debito che Cacuania aveva accumulato ingigantendo forsennatamente la dimensione della spesa necessaria per far fronte alle devoluzioni previdenziali sanitarie e scolastiche di una popolazione povera e vorace. La voracità derivava dal fatto che via via tutte le forze vitali dei poveri erano state prosciugate dall’assistenza statale e dalla trasformazione in società capitalistiche di tutte le mutue e le cooperative che un tempo i poveri possedevano. Tutto ciò aveva esaltato la folla che molto consumava, ammalandosi d’ogni sorta di virus, e tutto pretendeva, invocando diritti senza doveri a iosa.

Camminando il venditore venne a trovarsi dinanzi alla Sfinge che improvvisamente s’era eretta dinanzi a lui, troppo impegnato a far calcoli per ammirare il magnifico paesaggio. “Dove sei diretto, venditore?”, gli domandò la Sfinge. “Ovunque io possa vendere le proprietà dello Stato, comprese delle anime che in esse operano”. “Ma che ne sarà di queste proprietà allorché i compratori le avranno in loro possesso?”. “Non mi cale di nulla questa domanda: sia ciò che ha da essere. Ciò che conta è portar soldi al tesoro”.

“Ma come si farà a costruir strade e ponti, a far gas ed elettricità come un tempo se chi compra sminuzza queste proprietà e le vende purchessia? Ciò che si guadagna in denaro si perde in crescita economica della Cacuania e in tasse e dividendi che possono contribuire a far girare - come dicono i semplici - l’economia”. “Vi ho già detto che non mi cale la questione e poi ho qui un prontuario redatto da migliaia di economisti della monarchia universale neoclassica di rito scozzese che mi spiegano come dopo le privatizzazioni non solo si eliminerà il debito, ma anche che la popolazione finalmente capirà che la crisi economica non esiste e non è mai esistita, come i sacerdoti neoclassici del resto proclamarono di già anni or sono, prima che questa malefica illusione che vi fosse e vi sia la crisi s’impadronisse dei poveri”.


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
20/07/2011 - patrimonio contro debito nella manovra del pareggi (antonio petrina)

e se il venditore risponde alla sfinge che parte del patrimonio è dato per farlo fruttare alla migliore società (SGR) del mercato non per svenderlo e contemporaneamente per ridurre il debito ?