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MANOVRE/ Per Alitalia e Meridiana pronto un futuro "pubblico"?

Pubblicazione:mercoledì 20 luglio 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Insieme a luglio è iniziato anche il terzo trimestre dell’anno, uno dei momenti più importanti per le compagnie aeree che, complici le vacanze, registrano in estate le migliori performance in termini di passeggeri trasportati. Per Alitalia non sarà comunque una passeggiata se è vero, come ha scritto Lucio Cillis su Affari&Finanza del 27 giugno, che perde un milione di euro ogni giorno.

A fine agosto, poi, Cai compirà tre anni di vita. Ma ancora le nubi sul suo futuro sono tutte da diradare, a cominciare dalla proprietà. Da quel che si legge in questi ultimi mesi, le possibilità che resti in mani italiane si stanno infatti affievolendo, a meno che il lavoro sotto traccia di Cassa depositi e prestiti non vada avanti anche proprio durante l’estate.

Alla fine di giugno c’è stata infatti l’approvazione da parte del cda della costituzione del Fondo strategico italiano (Fsi). Nato per volontà di Tremonti nel corso dell’affaire Lactalis-Parmalat, questo fondo opererà nei settori: difesa, sicurezza, infrastrutture e pubblici servizi, comunicazione, energia, assicurazione e intermediazione finanziaria, ricerca e alta tecnologia, nonché trasporti. Il Fsi ha inoltre avuto pochi giorni fa la prima dotazione finanziaria (6 miliardi di euro) e una volta che avrà nominato l’amministratore delegato e i vertici potrà essere operativo al 100%. Come già spiegato in un precedente articolo, il futuro “italiano” per Alitalia passerebbe inevitabilmente da qui.

A meno che non nasca la famosa super-holding tra i due giganti dell’alleanza Sky Team, Delta e Air France, che dovrebbe anche comprendere Klm e Alitalia. Le quattro compagnie sono già unite in una joint venture per i voli transatlantici e si vocifera anche di un possibile ingresso dell’indiana Jet Airways, così che l’alleanza diventi “globale”.

In questo scenario, Alitalia potrebbe, almeno formalmente, mantenere il suo marchio, la sua identità italiana, ma nei fatti sarebbe una piccola parte di una gigantesca super-compagnia mondiale e quindi la sua capacità decisionale sarebbe iper-ridotta. Tuttavia, si tratterebbe di uno dei pochi metodi che oggi come oggi possono garantire la sopravvivenza di una compagnia nazionale. Inoltre, qualora nasca la super-holding, si tratterebbe di un passo storico, perché finora le fusioni hanno riguardato vettori dello stesso continente (Delta-Northwest, Iberia-British Airways, United Airlines-Continental, Air France-Klm).


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COMMENTI
20/07/2011 - E ALLORA ? (Guido Gazzoli)

dunque se ho ben capito....13000 persone fatte fuori più la perdita di tutto il know-how che comporta più una cifretta che va dai 5 ai 7 mld di Euro sulle spalle di TUTTI NOI per una Compagnia aerea che , dopo 3 anni con vantaggi icredibili (rotte nazionali monopolizzate , sgravi fiscali e decretini vari)RIESCE finalmente a compier un miracolo : quello di perdere le stesse cifre della vecchia AZ. Cavvero notevole...e alla fine alè...ancora lo Stato a soccorrerla ? Bha ...ne avevo persa la voglia ma quasi quasi torno a scrivere sulla questione..anche perchè quei "privilegiati" dei lavoratori questo scenario l'avevano preannunciato.....sic Guido Gazzoli