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FINANZA/ Deaglio: l’Italia stretta tra “piano B” tedesco e “suicidio” Usa

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Foto Ansa  Foto Ansa

Francamente non saprei e mi pare che gli stessi commenti che arrivano dagli Usa siano estremamente vaghi. Ha presente quei film americani degli anni ’50 in cui i giovani si sfidavano in macchina ad alta velocità rischiando uno scontro frontale e vinceva chi aveva i nervi più saldi e si spostava per ultimo per evitare la collisione? Bene, in questo momento è in corso questa gara, con il Presidente che, nonostante sembrasse in un primo momento più accomodante, ha fatto sapere che metterà il veto a una legge sui limiti della spesa come quella proposta dai Repubblicani. In questa guerra di nervi bisognerà vedere quale sarà la loro risposta a questo “rilancio”.

 

Se all’inizio della crisi finanziaria si puntava il dito contro i “titoli tossici”, ora il problema sembra stare nei titoli di Stato, che fino a poco tempo fa erano sinonimo di garanzia e di basso rischio e che ora, in alcuni casi, vengono considerati “spazzatura”. Cos’è cambiato?

 

La crisi ha giocato la sua parte, perché la situazione delle finanze pubbliche è peggiorata in tutti i paesi ricchi: se l’economia non tira vengono pagate meno imposte, si apre un buco e per finanziarlo si fanno dei debiti su cui si pagano degli interessi. In alcuni casi, si fanno debiti per pagare gli interessi accumulati in precedenza. A questo punto non è quindi più il livello del debito che conta, ma la sua dinamica: ci sono paesi, come la Spagna, che hanno un livello di debito molto più basso dell’Italia, ma la dinamica è molto più alta, perché si stanno facendo debiti per pagare gli interessi sui debiti precedenti, quindi il debito complessivo può “schizzare” in poco tempo. L’Italia è invece è più stabile: il debito è elevato, ma negli ultimi dieci anni è rimasto sostanzialmente stabile. I titoli di Stato diventano quindi “spazzatura” proprio a causa della velocità con cui il debito si accumula.

 

Anche se gli Stati Uniti evitassero il default, la situazione finanziaria internazionale non sembra rosea. Ci vorrà una svolta per sperare in una soluzione definitiva della crisi?

 

Credo che alla fine l’unica soluzione possibile sia svalutare il debito. Si può fare una svalutazione “a freddo”, che riesce molto meglio, se tutti sono d’accordo, per cui al posto di rimborsare 100, per esempio, si restituisce 80 (è stato fatto in passato in America Latina, in Russia e in altri paesi), oppure con l’inflazione. Francamente non vedo altre vie d’uscita, a meno che miracolosamente le economie si riprendano: per il momento non danno segni di crescita, anzi rallentano dappertutto. Penso che si faranno ancora dei tentativi di rilancio e se non riusciranno si andrà verso nuovi tagli, che, probabilmente, prima o poi incontreranno una forte opposizione politica. Dopo tutto, per salvare i capitali, i risparmi, si sta compromettendo il lavoro, l’occupazione, i bilanci familiari che sono quelli che pagano tutto. Presto o tardi i cittadini potranno ritenere che non siano giuste operazioni di questo tipo e decidere di mandare a casa i governi che le fanno, finché non si comincerà a parlare di svalutazione del debito. Si tratta comunque di scenari ancora lontani.

 

(Lorenzo Torrisi)



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COMMENTI
21/07/2011 - richiesta agli autori (francesco taddei)

potreste spiegare meglio la strategia della Cina riguardo a "una nuova unità monetaria internazionale", in che consiste e quali paesi ne sarebbero avvantaggiati e quali svantaggiati? grazie.