BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

SCENARIO/ 1. Pelanda: così Obama minaccia l’Europa

L’Europa sembra aver trovato la quadra per risolvere la crisi della Grecia e salvare così l’euro. Ma, spiega CARLO PELANDA, nuovi problemi potrebbero arrivare dagli Usa

Barack Obama e Ben Bernanke (Foto Ansa)Barack Obama e Ben Bernanke (Foto Ansa)

Il mercato sta allentando la pressione negativa contro l’euro per premiare l’iniziale sforzo di convergenza degli europei nel costruire una garanzia solidale dell’Eurozona a copertura dei debiti nazionali più a rischio di insolvenza, a partire da quello greco. Ora, però, porta le attenzioni sulla possibile crisi del dollaro. Che a sua volta potrebbe riaprire quella dell’euro per altra via.

L’America ha reagito alla crisi del 2008 attraverso politiche che hanno portato alla svalutazione del dollaro: costo del denaro a zero, debito pubblico crescente coperto stampando dollari, nessuna difesa del cambio per aumentare la competitività dell’export e per ridurre il deficit commerciale, in particolare le importazioni che hanno un impatto sulla disoccupazione (ancora oltre il 9%).

In sintesi, l’Amministrazione Obama e la Riserva federale guidata da Bernanke hanno preso rischi enormi sul lato dell’inflazione e la prima non ha esitato a praticare il protezionismo via svalutazione. Ma questa terapia con mezzi straordinari e discutibili non è riuscita a far tornare l’economia statunitense a una crescita sufficiente per riassorbire la disoccupazione. È difficile dire se ciò sia dovuto agli errori di politica economica o alla gravità del colpo recessivo. Probabilmente la verità sta in mezzo.

La ferita è stata tale da richiedere una lunga convalescenza, per esempio il risanamento dei debiti privati e del mercato immobiliare. Obama, timoroso di perdere le elezioni del 2012 a causa del perdurare della crisi, ha voluto forzare oltre misura la crescita con alluvioni di denaro pubblico preso a debito, ma senza spingere a fondo la vera leva della crescita che è la detassazione stimolativa. Tale politica ha aumentato il debito, destabilizzando il bilancio pubblico, e non ha avuto effetti sufficienti.

Ora il problema è sia che Obama vorrà continuare una politica economica inefficace e destabilizzante, sia che la Riserva federale dovrà mantenere troppo basso il costo del denaro e, forse, stampare più dollari per coprire il debito. Ciò aumenta il rischio di inflazione globale e di caduta del dollaro.