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FINANZA/ 1. Forte: ecco l’errore di Tremonti che lascia in pericolo l’Italia

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Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)  Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Non credo. Secondo me, bisognerà solo capire quale sarà la misura della sconfitta di Obama, che sta cercando in tutti i modi di convincere i Repubblicani ad ampliare il tetto del debito pubblico anche per il 2012. Dato, però, che si tratta dell’anno di campagna elettorale, è chiaro che i suoi avversari vogliano tenerlo sulla corda per costringerlo a una nuova trattativa l’anno prossimo e farlo diventare così un “Presidente dimezzato”, un’“anatra zoppa”. Ci sarà quindi un accordo, che non sarà risolutivo e che farà emergere la debolezza di Obama e del dollaro.

 

Secondo lei, è più grave la situazione degli Usa o quella dell’Europa?

 

La situazione più grave, in senso congiunturale, è sicuramente quella degli Stati Uniti. Tuttavia, si tratta di un gigante economico, militare, tecnologico, che possiede un’enorme quantità di materie prime. Al momento stanno perdendo quota per colpa delle politiche keyenesiane seguite da Obama e da tutta l’intellighenzia economica dominante a livello internazionale, mentre dovrebbe essere chiaro a tutti che l’economia basata sul bilancio in disavanzo e sulla demagogia della spesa sociale in deficit non può funzionare. Il modello europeo è, invece, vincente, ma ci sono stati alcuni paesi (Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia) che hanno adottato il modello americano del deficit spending, e sono persino stati esaltati dalla cultura internazionale per questo. Ora non sarà facile rimettere l’Eurozona in equilibrio.

 

(Lorenzo Torrisi)



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COMMENTI
27/07/2011 - dimenticanza (giovanni luig zerbato)

si è dimenticato l' itaglia disastrata dall'amico craxi e continuata dall'incompetenza del bunga bunga. Gianni Z.