BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

IL CASO/ C'è una “leva” senza trucchi che trasforma 1 euro in 12

Oggi viene presentata a Roma una ricerca promossa dall’Osservatorio sull’economia sociale del Cnel e condotta dall’Istat. MARCO FATTORE ce ne presenta i dati più interessanti

Foto FotoliaFoto Fotolia

Investi 1 euro e ne ricavi 12. Non è il rendimento improbabile di qualche nuovo strumento finanziario, ma quello tutto reale del lavoro volontario in Italia. Lo afferma una ricerca promossa dall’Osservatorio sull’economia sociale del Cnel e condotta dall’Istat, che verrà presentata oggi a Roma alla presenza di Antonio Marzano, Presidente del Cnel, e di Enrico Giovannini, Presidente dell’Istat.

La ricerca, dal titolo “La valorizzazione economica del lavoro volontario nel settore non profit”, fornisce per la prima volta in Italia una misura ufficiale del volume e del valore economico del lavoro volontario all’interno del terzo settore. Il risultato? Più di 700 milioni di ore di lavoro volontario in un anno e un controvalore economico stimato in quasi otto miliardi di euro, pari a circa lo 0,7% del Pil. Per dare un’idea delle proporzioni, si tratta di un volume di ore pari a quelle erogate in un anno da 385.000 lavoratori a tempo pieno. Sommando questo dato al numero degli occupati, il settore non profit supererebbe il milione di addetti e genererebbe un valore economico superiore al 4% del Prodotto interno lordo.

Le stime si riferiscono al 1999 e si basano sui dati provenienti dal Censimento delle istituzioni non profit del 1999 e dal Censimento dell’industria e dei servizi del 2001. Se si tiene presente il ritmo con cui negli ultimi quindici anni sono cresciuti sia il terzo settore che la propensione degli italiani al lavoro volontario, è assai plausibile che i risultati della ricerca siano approssimati per difetto e che l’ampiezza attuale del fenomeno sia ancora maggiore.

Come ha affermato Lester Salamon, Direttore del Center for Civil Society Studies della Johns Hopkins University, nel suo messaggio alla II Conferenza di Csvnet del 26 ottobre 2010, il lavoro volontario è importante, ma è spesso sottovalutato e non viene misurato e nel nostro mondo ciò che non viene contato si pensa semplicemente che non conti». Per questo la ricerca promossa dall’Osservatorio sull’economia sociale del Cnel è fondamentale, perché fa emergere pubblicamente e in tutta la sua imponenza la realtà del lavoro volontario, la cui rilevanza sociale ed economica non può più essere messa in discussione, né essere considerata marginale.