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Economia e Finanza

IL CASO/ C'è una “leva” senza trucchi che trasforma 1 euro in 12

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«Il volontariato è in un certo senso aggiunge ancora Salamon - una delle cruciali risorse rinnovabili per la risoluzione dei problemi sociali e ambientali nel nostro mondo». Problemi che né i governi, né il mercato possono risolvere da soli. Nessun’altra forma di lavoro è in grado di condividere e affrontare con tempestività il bisogno delle persone e della società, quando questo si manifesta, come accade oggi, all’improvviso, in forme nuove e inattese e fuori dagli schemi e dai tempi di reazione di pur necessari processi burocratici.

Da questo punto di vista, il lavoro volontario è un fattore essenziale per lo sviluppo del bene comune e ha un ruolo insostituibile nella società e nella democrazia italiana, come ha ricordato anche il Presidente Giorgio Napolitano in occasione della Giornata internazionale del volontariato che si è svolta il 5 dicembre dello scorso anno.

L’Italia è un Paese in declino, lo dicono tutte le analisi sociali ed economiche e lo ripetono tutti gli osservatori nazionali e internazionali. Il Censis, in uno dei suoi ultimi Rapporti, registra con lucidità una crisi del desiderio che nessun riformismo o ricetta politica potrà di per sé risolvere. Ma nonostante questo, i risultati della ricerca Cnel-Istat dicono che c’è anche un Paese che non ha smesso di desiderare, che non viene meno al tentativo di costruire e di contribuire al bene comune e che rappresenta un punto di leva per tutti.

Il lavoro volontario conta e l’Istat l’ha certificato in modo ufficiale. La politica e le istituzioni lavorino sempre più perché tutto questo possa dilatarsi, assecondando e valorizzando il principio di sussidiarietà. La vera ripresa del Paese, infatti, passa dalla stessa origine che genera milioni di ore di lavoro volontario ogni anno.

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