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INCHIESTA/ Ecco cosa perdono gli italiani senza quoziente familiare

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Nel complesso si deve concludere che con l’attuale sistema fiscale esiste un limitato sostegno ai redditi molto bassi, ma non esiste una distinta e identificabile politica familiare, in particolare a favore dei redditi medi, non troppo ricchi ma nemmeno troppo poveri. È evidente perciò l’elevata disuguaglianza economica che l’attuale sistema fiscale provoca. La situazione appare ancora più evidente e grave se consideriamo le famiglie monoreddito con coniuge: il livello di reddito è di circa 20.000 euro e non varia al variare del numero dei figli. Una situazione analoga si osserva anche nel caso delle famiglie monoreddito senza coniuge.

Come caso particolare possiamo considerare la distribuzione familiare del reddito per il Comune di Milano (dati forniti dal prof. Mario Mezzanzanica), interessante perché evidenzia il problema nell’ambito di una grande area metropolitana, con uno scenario più omogeneo sul piano economico e fiscale.

 

 

I valori di reddito sono più elevati - rispetto alla media nazionale -, ma ciò comporta un minor livello di detrazioni e quindi una maggiore pressione fiscale sulle famiglie. Per le famiglie bireddito, il reddito lordo è maggior con un ordine di grandezza che probabilmente è proporzionato all’aumentare del numero di figli, ma anche al maggior costo delle abitazioni, mentre tuttavia nel caso delle famiglie monoreddito senza coniuge il reddito familiare non è di molto superiore a quello nazionale, specialmente quando si tenga conto del più elevato costo della vita nel capoluogo lombardo.

Per le famiglie monoreddito con coniuge il sistema fiscale di detrazioni fiscali e di assegni al nucleo per i figli è drasticamente ridimensionato per i redditi medi o medio bassi. Nel caso delle famiglie moreddito senza coniuge con figli la loro condizione di sfavore fiscale appare invece più accentuata e quindi vincolate le opportunità di vita dei minori che in queste famiglie vivono. Questa grave situazione di regressività e disuguaglianza ci pare rappresenti un’indicazione prioritaria per il nuovo Sindaco di Milano.


COMMENTI
13/07/2011 - Rispostra alla Sig.ra Claudia Mazzola (Dario Micalizio)

Cara sig.ra Mazzola ci si sposa per Amore anche in Italia come in Francia ma dopo il primo figlio si scopre che acquistando una lavatrice si hanno dei contributi mentre per avere messo al mondo un figlio si è considerati dei ricchi. Nella nostra vicinissima e laicissima Francia grazie alle politiche fiscali portate avanti dal laicissimo governo francese con il Quoziente familiare (e altre iniziative) la natalità è pari a 1.9. In Italia si vive una grande anomalia, che non si vuole comprendere, la Famiglia è il motore dell'economia e finchè non verrà agevolata non si ripartirà. Il mio collega single prende lo stesso stipendio di Dirigente che ho io con la differenza che io ho deciso di avere 5 figli, ciò è assolutamente ingiusto, Lui si permette di andare al Pub ogni sera di fare vacanze meravigliose di acquistare un suv per puro diletto grazie allo Stato che agevola sostanzialmente chi non si crea una famiglia: stiamo vivendo uno stato generale di PAZZIA. Si possono fare tanti bei discorsi sulla vita ma quando si impoveriscono le famiglie o peggio quando si considerano le politiche fiscali soltanto come politiche per indigenti allora vuol dire che non si è capito nulla: la famiglia italiana è alla frutta e lo stato dimostra con le continue finanziarie, di ignorare il malato. Un padre.

 
09/07/2011 - famiglia, tra etica ed economia (Antonio Servadio)

Ecco uno dei rari articoli dove la visuale etica e la consapevolezza sociale sono fertilizzati dalla concretezza dell'economia. In Italia, della famiglia non gliene frega veramente nulla a nessuno dei politici, l'argomento è sentito solo in parrocchia, come se fosse tema ideologico o confessionale. Le politiche familiari di altre zone -Francia e Scandinavia- vanno oltre le tattiche fiscali e dimostrano che salvaguardare la famiglia non è argomento cattolico: riguarda la sopravvivenza di una civiltà. Il comodo stereotipo che gli Italiani sono "attaccati alla famiglia" significa solo che se non trovi supporto (morale pratico...) presso il parentame (se lo hai), per certo non trovi altro - forse una quieta indifferenza. La natalità dello stivale, che piaccia o no, è sostenuta SOLO dagli immigrati. Quindi confido che siano infine loro, nel giro di una generazione, a sovvertire il torpore umano e morale di un paese troppo occupato in meschinità e battibecchi. Gli ostacoli per fondazione e mantenimento di una famiglia sono di vario ordine e numero. Cara lettrice Mazzola, lei ha ragione -capiamoci sui termini- le famiglie non si formano perché c'è qualche "incentivo". E' altresì vero che certi meccanismi (fiscali e non) sono indispensabili per appianare quei molteplici "disincentivi" che in Italia sono di gran ostacolo, e che scoraggiano, demoralizzano, e che alimentano una pseudocultura sempre più individualista che non ha futuro. Destra o sinistra non c'entrano proprio nulla.

 
07/07/2011 - Bella idea! (PAOLA CORRADI)

Bella idea.....corsi di educazione al matrimonio ai 18-20 enni in finanziaria! Potrebbe essere una soluzione senza dover ricorrere al quoziente familiare e al ricalcolo delle aliquote in finanziaria. Vediamo se i nostri Politici Cattolici sono disposti a proporla e votarla in Parlamento!

 
06/07/2011 - Il quoziente è divisore. (claudia mazzola)

Comunque una volta si metteva su famiglia per amore non per incentivo.

 
06/07/2011 - famiglia dolce parola (LUISA TAVECCHIA)

Si continuano a fare pochi figli rispetto alle medie europee .in Italia Perchè questo triste traguardo?? i figli, ostano e non essendoci soldi a disposizione si evita di metterli al mondo. llgoverno italiano non ha mai brillato (e continua a non brillare) nel sostegno alle politiche famigliari. gli italiani non vogliano fare figli perché non hanno sufficienti ragioni che motivino la fatica che li attende. Questa dei figli va ricercata nella emergenza educativa in cui versa il nostro Paese. Poca speranza, pochissima fiducia nel futuro, la parola SACRIFICIO non fa più parte del nostro vivere e senza sacrificio ( giocare la propia libertà per un altro) non si può generare. Abbiamo bisogno di sane politiche famigliari e una nuova organizzazione del lavoro femminile, serve un impegno politico e culturale perchè non si degeneri nella depressione e nella mancanza di desiderio. Sapranno i nostri politici cattolici (di tutti gli schieramenti) realizzarla per il bene della nostra cara Patria?? Auguri!! e Buon lavoro ma cerchiamo di essere seri. grazie luisa

 
06/07/2011 - Dove sono i parlamentari “cattolici” (Giuseppe Crippa)

Credo di sapere dove siano i nostri “cattolici” (così come li definisce la signora Corradi nel suo post, che condivido ampiamente). Alcuni sono stati eletti in partiti che non hanno sufficiente peso politico (UdC), altri in partiti che hanno altre priorità, immodificabili perché questi partiti non hanno al loro interno una vita neppure minimamente democratica (PdL e Lega) o perché al loro interno sono in minoranza, sia numerica che culturale (PD). Vorrei dire che li stimo comunque tutti, ma temo che questo equivalga a dire che non ne stimo più nessuno...

 
06/07/2011 - La famiglia nucleo vitale della società (PAOLA CORRADI)

E' tanto che si parla del quoziente familiare, nulla è stato fatto, perchè? Perchè non si crede al fatto che è la famiglia il nucleo fondamentale della nostra società. Questa mancanza è molto grave perchè non c'è nessun incentivo per chi desidera mettere "su" famiglia. Di questo passo la società italiana, agli ultimi posti delle classifiche di natalità si spegnerà. Si vedono sempre più anziani, ma chi pagherà loro le loro (le nostre) pensioni? Questo credo sia uno delle più grandi delusioni di questa "parentesi" politica. Il riferimento alla Francia poi è emblematico, perchè la Francia è molto meno "cattolica" dell'Italia! E quindi? Dove sono i nostri "cattolici"? Per cosa si battono? Come usano lo strumento del voto in Parlamento? Per questo sono stati eletti, dovrebbero ricordare quindi quale è veramente il loro mandato.