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FINANZA/ 1. Un nuovo attacco all’Italia che passa da Generali

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Per la banca d’affari, insomma, Generali rappresenta nulla più e nulla meno che una scommessa al contrario rispetto alla solidità percepita del Paese, visto l’andamento discrasico tra price performance del titolo e valore del cds sul default italiano di un’emissione in dollari a 5 anni, ossia un Btp quinquennale: come sale il rischio Paese, scende il titolo Generali. Per JP Morgan, «un ammortamento sull’esposizione al debito greco in linea con gli attuali indici non avrà alcun incremento nell’impatto sulla ratio di solvibilità del gruppo visto che il debito è già incluso a market value», ma, perché c’è sempre un ma, «ulteriori scossoni nel valore del debito sovrano, in particolare italiano e spagnolo, continueranno ad avere effetti sul Tnav (attualmente l’esposizione netta e lorda pesa per il 14%) e la solvibilità fino a quando la situazione non si stabilizzi».

Insomma, l’essenza del messaggio che JP Morgan pare voler lanciare attraverso il suo report è questa: chiunque voglia scommettere sul contagio che si sta sviluppando e sul risveglio del vigilantismo obbligazionario, sia attraverso l’equity che i cds, trova in Generali il procuratore migliore, visto che finché il debito sovrano sarà il driver dei mercati, il titolo del Leone sarà un indicatore/anticipatore di tendenza. Perché, secondo voi, JP Morgan si scomoda a fare una radiografia simile a Generali proprio in un momento di enorme fragilità politica - e tutti sanno quanto il Leone triestino sia legato ai palazzi del potere, romani e non - ma non scrive una parola sulla già citata e disastratissima Ageas, su Allianz o su Groupama?

Non sarà che la crisi del debito possa trasformarsi in un assalto alla cassaforte d’Italia, ovvero al gruppo triestino del Leone, che dopo l’addio di Cesare Geronzi e l’arrocco dei “giovanotti” ai comandi di Diego Della Valle e soci, rischia di trovarsi nel pieno della buriana speculativa contro il nostro Paese? Generali è la cabina di comando del Paese, quindi un boccone irresistibile per chi vuole completare l’opera iniziata con lo shopping del 1992. Ma c’è anche un messaggio occulto nel report della banca d’affari, ovvero la voce che rimbalza insistentemente nella City in base alla quale sarebbero imminenti le dimissioni di Giulio Tremonti, ipotesi prospettata chiaramente dal Guardian di martedì e ripresa con enfasi dal sito specializzato Zerohedge, che dedicava all’indiscrezione un finale sibillino ma non troppo: «Se Tremonti decidesse di premere il detonatore e dimettersi, i cds di Generali diventerebbero molto utili».

Attenzione, perdere Generali significa dire addio alla residua sovranità del Paese. E, con tutto il rispetto per l’imprenditore, Diego Della Valle non mi pare abbia il profilo necessario per fare la guerra alle dark pools di mezzo mondo dove le nostre aziende principali sono già tutti in short: dare un occhiata alla top ten dei titoli più trattati su Sigma X, Chi X e Turquoise per credere.



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