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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. Un nuovo attacco all’Italia che passa da Generali

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Il dato di fatto è uno solo: quello in atto sull’Italia è il primo vero movimento speculativo in grande stile e la sua data d’inizio ci riporta a due venerdì fa, il Black Friday delle banche italiane in Borsa, tale da far accendere i fari alla Consob che giustificò i crolli con gli stop loss. Fino al giorno prima del grande attacco, i titoli bancari italiani scendevano, ma erano venduti normalmente, ovvero comprando put e vendendo call. Peccato che hedge funds e grandi player non utilizzino il mercato classico ma le dark pools e sui quei circuiti i titoli più trattati, a fronte di una Borsa che capitalizza pochissimo a livello globale, sono tutti italiani da almeno una settimana: Intesa, Unicredit, Mps, Enel, Telecom, Mediaset, Generali, Uci, Terna.

Questo significa una cosa sola, ovvero che grandi players sono attivi sul nostro Paese in attesa di qualcosa: crisi di governo, esplosione dello spread Btp-Bund, downgrade di qualche banca, un’indicazione non gradita per la successione a Bankitalia o, peggio, l’impasse rispetto alla nomina. Non ultima, qualche mossa dei poteri forti - o salotti buoni, se preferite - in seno alla governance di Generali e alla sua cassaforte di controllo. Per ora il titolo del Leone è meno attivo degli altri sulle dark pools, visto che gli operatori ottengono prezzi identici sia sugli otc che sui circuiti come Borsa Italiana, ma questo non significa essere al riparo, come faceva notare martedì il report di JP Morgan.

Non tutti gli operatori, come ad esempio chi lavora sui cfd, prova prima il dark e se non trova il prezzo migliore, si rivolge al mercato principale. I grandi players attivi in questi giorni giocano solo al buio, dove immetti un ordine e vedi se questo viene eseguito senza farlo vedere agli altri. Sapendo bene dove scommettere. Ad esempio su Uci, Eni e Intesa, titoli in cui da giorni si trova liquidità. Ecco spiegato il tonfo di ieri dell’indice Ftse Mib della Borsa milanese (-2,44%), trascinato in basso proprio dai titoli bancari, a fronte di cali più moderati degli altri indici europei, pur in una giornata agitata per tutti dal caso Portogallo. Ieri il rendimento del nostro Btp decennale rompeva la soglia psicologica del 5%, esattamente il 5,087%, con un aumento dell’1,817% mentre il nostro cds sovrano a 5 anni scontava un aumento di 20 punti base rispetto al giorno precedente, toccando quota 214,70 pbs.

Un segnale chiaro: l’instabilità politica unita alla crisi a cascata del debito ingolosiscono la speculazione, la quale può attaccare un Paese in tre modi: scaricando il suo debito, acquistando Bund per divaricare lo spread con i titoli di Stato oppure shortando i titoli bancari di quel Paese. E in queste ore si stanno muovendo su tutti e tre i fronti.

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