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FINANZA/ L'esperto Usa: vi spiego il piano per fermare la crisi

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Le cause principali alla base del problema sono: a) la crescita prospettata nella spesa federale per l’assistenza sanitaria, Medicare e Medicaid, dovuta alla pressione demografica combinata con la crescita del costo sanitario pro capite; b) una base fiscale insufficiente, data dal grande numero di esenzioni, riduzioni, deduzioni e dal loro costo, e dagli onerosi tagli all’imposizione fiscale dell’Amministrazione Bush, interamente finanziati in deficit .

 

Fino a che punto, se smette di comprare debito americano, la Cina è in grado di mettere in difficoltà gli Usa?

Più che mettere in difficoltà, la Cina può danneggiare gli Usa. Se qualcuno dei nostri investitori stranieri detentori di tanta parte del nostro debito decidesse che non siamo solvibili e che quindi non intende più concederci prestiti, allora l’economia statunitense sarebbe nei guai. Improvvisamente il nostro accesso ai capitali si inaridirebbe e i tassi d’interesse andrebbero alle stelle. Non credo che la Cina ritirerà improvvisamente tutti i suoi capitali, ma dovremmo preoccuparci della possibilità di un lento riallocamento del suo portafoglio in modo da ridurre la proprietà dei Buoni del Tesoro americani. Basterebbe questo per mettere un bel po’ di pressione sui tassi d’interesse statunitensi, dato che la Cina è il più grande possessore straniero di titoli americani. Va però detta una cosa.

 

Quale?

 

Stati Uniti e Cina sono reciprocamente dipendenti da un punto di vista economico. Se la Cina diminuisse il suo impegno nell’acquisto di titoli di Stato americani, ciò porterebbe a un aumento dei tassi di interessi pagati dagli Usa (con relativa caduta del dollaro), e a una riduzione nella domanda di beni e servizi. Il che comporterebbe una riduzione dell’importazione di prodotti dalla Cina.

 

(Pietro Vernizzi)

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