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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ Così Bce e Germania minacciano l'Europa

L’aiuto che la Bce sta fornendo a Italia e Spagna rischia di metterla in pericolo, insieme alla Germania, paese guida dell’Ue. L’analisi di MAURO BOTTARELLI

Jean Claude Trichet (Foto Imagoeconomica) Jean Claude Trichet (Foto Imagoeconomica)

Rendimenti in calo nell’asta Bot a 12 mesi per 6,5 miliardi di euro di ieri, i tassi sono passati dal 3,67% del mese scorso al 2,959%! Buona anche la domanda pari a 12,6 miliardi, il doppio dell’offerta! Di più, la domanda, si dice nelle sale operative, sarebbe stata sostenuta sia dagli operatori istituzionali italiani che dal retail! Evvai, la panacea della Bce ha fatto ripartire il Paese, ha ragione Brunetta a dichiarare al Giornale che fra tre mesi l’Italia sarà a posto!

Ok, l’angolo dell’entusiasmo è terminato, ora parliamo seriamente. L’unico dato offertoci dalla giornata economica di ieri che realmente conta, è questo: la crisi del debito greco pesa sui conti del secondo trimestre di Commerzbank con oneri per 760 milioni. Lo ha comunicato la stessa banca tedesca, che nel trimestre ha registrato un utile operativo sceso a 55 milioni di euro dai 243 milioni di un anno prima. Anche l’utile netto è precipitato del 93% a 24 milioni. L’esposizione verso i titoli greci, attraverso Eurohypo, è scesa nel secondo trimestre a 2,2 miliardi (da 1,9 miliardi nel primo trimestre), quella verso i titoli italiani a 8,7 miliardi (da 9,4), verso i bond spagnoli è sostanzialmente stabile a 2,9 miliardi (3) e verso quelli portoghesi è rimasta invariata a 0,9 miliardi. L’esposizione verso il debito sovrano italiano scende quindi di circa il 10%. Compresi i dati su corporate e banche, l’esposizione verso l’Italia è di 15 miliardi (come verso la Spagna).

Insomma, a dispetto del tonfo dello spread Btp-Bund, ieri attorno a quota 278 punti base, e dell’euforia illogica di Wall Street per la conferma da parte della Fed che la recessione double-dip è dietro l’angolo, le criticità verso il Vecchio Continente appaiono tutto tranne che spazzate via, a partire proprio dal ruolo della Bce e dall’atteggiamento della Germania, nei fatti titolare della golden share europea, ma anche principale “vittima” dello scudo difensivo di Francoforte per Italia e Spagna.

L’altro giorno il presidente della Banca centrale europea, Jean Claude Trichet, ha sì confermato che l’istituto sta acquistando titoli di Stato sul mercato secondario e intende continuare a farlo - nonostante questo «non sia ciò che dovremmo fare» -, ma anche ricordato come «abbiamo chiesto in modo estremamente chiaro al governo italiano di assumere un certo numero di decisioni che sono state prese e di accelerare in particolare il ritorno a una situazione di bilancio normale». Insomma, al netto della diatriba nominalistica sul commissariamento più o meno del nostro Paese da parte della Bce, di certo c’è il patto che vede Francoforte impegnata a mantenere lo spread tra Btp e Bund entro quota 300 punti base a fronte dell’impegno da parte del governo italiano di accelerare parti della manovra in maniera drastica.

geofinanza.ilsussidiario.net


COMMENTI
11/08/2011 - il minore dei mali (Fabrizio Terruzzi)

gira e rigira non se ne esce se non con una robusta emissione di nuova moneta, fresca di stampa. Si ridà fiato agli stati debitori e si salvano le banche creditrici. Tutti contenti. E' un male sì, ma è il minore fra tanti maggiori e si pone fine velocemente a questo tormentone. Parallelamente bisognerebbe dare una bella regolata alla finanza che così com'è non solo non serve all'economia reale ma è anche di danno.