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FINANZA/ 1. Bertone: il tarlo della crisi sta divorando l’Europa

Il tarlo dei mercati non dà requie. Anzi, spiega UGO BERTONE, avanza con una logica lucida e devastante. Per questo occorre iniziare a pensare a dei cambiamenti radicali

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Il tarlo dei mercati non dà requie. Anzi, avanza con una logica lucida e devastante. La prima a essere colpita è stata la periferia dell’Eurozona, la cicala greca in testa. Poi, una volta varato (con evidenti difficoltà) il piano di salvataggio per Atene, Irlanda e Portogallo, il tarlo si è rivolto agli altri paesi deboli, che affondano in un debito pubblico (Italia) e privato (la Spagna) ad alto rischio.

Di fronte alla prospettiva di un crollo devastante per tutti, la Bce si è mossa a difesa di Bonos e Btp. E il tarlo, implacabile, si è rivolto verso i pilastri dell’Eurozona, cominciando dal più debole: la Francia. Il copione è lo stesso di sempre, già illustrato a inizio giugno da Edward Altman della Setr University, che aveva previsto anche nei dettagli l’attacco all’Italia, quando ancora sui nostri media e nelle dichiarazioni di banchieri, commentatori e politici ci si cullava sul fatto che “le nostre banche sono solide”.

L’attacco del tarlo passa dal sistema bancario e di lì contagia i titoli del debito pubblico. Anzi, i debiti pubblici, vista la stretta integrazione del sistema internazionale: l’infezione, infatti, ha colpito Parigi per la grande esposizione del sistema francese verso l’Italia. Ma ora minaccia di espandersi verso l’Asia o altri paesi emergenti, viste le dimensioni dei rapporti internazionali delle banche parigine con il resto della finanza globale, a partire dai Bric.

Naturalmente non è una malattia solo europea. L’epicentro della crisi è, al solito, l’America, incapace di avviare un ciclo virtuoso di riduzione del debito. È un’impotenza che mina alle radici la leadership politica degli Usa e, più in generale, dell’intero Occidente: il mediocre accordo sul tetto/tampone al deficit americano dimostra che basta un manipolo di oppositori ben motivati, il Tea Party, per paralizzare la superpotenza; in Europa, le scelte della Bce o del governo comunitario non hanno l’avallo di una consultazione popolare che, probabilmente, boccerebbe gli aiuti a Italia e Spagna (“abbiamo ipotecato i risparmi di centinaia di milioni di europei” ha scritto l’ex vicepresidente della Bce Otmar Issing).


COMMENTI
13/08/2011 - non hanno ascoltato nessuno (Diego Perna)

I Dire che sono un poco incavolato é riduttivo. Perché mi chiedo abbiamo politici che di economia non capiscono in tubo. Io non Ho una laurea specifica, ma cerco di capire. A luglio 2009 Ho iniziato a interessarmi di quanto stava accadendo alla mia impresa , leggevo sulla crisi, ciò che l# aveva causata, cosa poter fare ecc. Di contro il ns governo diceva sempre che andava tutto bene, la crisi era alle spalle, benché le imprese chiudevano. E' mai possibile che non vedevano il problema? Li dobbiamo ancora giustificare? Qualcuno mi dia una risposta . Vede sig. Bertone non hanno ascoltato né lei né la gente comune. Loro si credono al di sopra di tutti ,basta sentirli parlare. Pochi sono diversi si contano sulle dita di una mano, ma dovrebbero avere più coraggio e rischiare di più.