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FINANZA/ 2. Samples: vi spiego il “vizio” made in Usa che fa crescere la crisi

Pubblicazione:venerdì 12 agosto 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Bisogna guardare innanzitutto agli interessi dei politici eletti. Il Presidente Obama ha bisogno del sostegno della base del Partito Democratico e può appoggiare solo tagli limitati alla spesa federale, pena la non rielezione. Dal canto suo, la base Repubblicana si oppone a tasse più elevate. L’aumento di spesa verrebbe infatti finanziato soprattutto con un aumento dell’imposizione sui redditi e larga parte dell’elettorato Repubblicano finirebbe per pagare l’incremento, o anche il mantenimento, degli attuali livelli di spesa. In conclusione, i leader di entrambi i partiti incontrano gravi difficoltà nella ricerca di un compromesso. In generale, il livello di antagonismo e di sfiducia reciproca tra chi si occupa di politica è ora molto alto negli Stati Uniti e ogni “vittoria” per una parte è vista come una “perdita” per l’altra.

 

Molti osservatori pensano in effetti che i due partiti siano ormai dominati dalle loro ali estreme e che questo sia un male per il Paese. In particolare il Tea Party viene considerato troppo rigido. Lei è d’accordo con questa visione?

 

È strano che chi ritiene che nessun programma di spesa possa essere tagliato o cancellato (a parte quelli relativi alla difesa, che hanno invece l’appoggio dei Repubblicani) non sia considerato un estremista. Tuttavia, è proprio questa la posizione della leadership Democratica e più in generale del partito. Il Tea Party ha nel frattempo costretto i leader Repubblicani a rimanere fermi nel tagliare la spesa federale in rapporto al Pil del 2% nel giro di dieci anni. Se questo obiettivo venisse raggiunto, la spesa rimarrebbe comunque di un 2-3% di Pil più alta di quanto sia stata negli Usa nel corso dell’ultimo secolo. È questo un risultato da “estremisti”? Pura propaganda di gente che si guadagna da vivere difendendo lo status quo.

 

S&P fa parte del gruppo editoriale McGraw-Hill. Questo ne condiziona in qualche modo l’indipendenza? E McGraw-Hill ha qualche particolare tendenza politica?


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