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FINANZA/ 2. Samples: vi spiego il “vizio” made in Usa che fa crescere la crisi

Pubblicazione:venerdì 12 agosto 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Dopo un mercoledì disastroso, le Borse ieri sono riuscite nell’impresa di un rimbalzo positivo, ma da quando Standard & Poor’s ha operato un downgrade sul debito americano, le turbolenze sui mercati sono decisamente aumentate, portando anche a conseguenze politiche. La stessa agenzia di rating ha motivato la sua scelta con l’instabilità politica e l’incapacità di decisione dei politici americani. Già in aprile S&P aveva espresso una previsione negativa, ma l’abbandono della tripla A sul debito a lunga scadenza per passare a un AA+, che molti altri Paesi sarebbero ben soddisfatti di ottenere, ha fatto pensare che l’accordo bipartisan sull’elevazione del tetto al debito, raggiunto in estremo e con molta fatica, sia stato considerato inefficace. Ilsussidiario.net ha chiesto a John Samples, direttore del Center for Representative Government del Cato Institute di Washington, di illustrare i principali aspetti politici che hanno portato alla decisione di S&P.

 

Secondo lei, Standard & Poor’s con il suo downgrade ha voluto esprimere un giudizio negativo sull’accordo raggiunto al Congresso riguardo l’innalzamento del tetto al debito e la diminuzione della spesa pubblica?

 

Gli analisti di S&P hanno basato la loro valutazione, in primo luogo, sulla perdita di fiducia nei leader politici. Lo stesso accordo di cui si parla fa pensare che il Presidente e i leader del Congresso non fossero in grado di attuare le riforme strutturali necessarie per ottenere un equilibrio di bilancio sul lungo termine, o almeno qualcosa che si avvicinasse a questo obiettivo. Si sono così inventati una Commissione per proporre idee su come venire a capo del deficit, con un “meccanismo da giorno del giudizio” per effettuare tagli lineari al bilancio, qualora la Commissione non riuscisse a produrre risultati. Tutto ciò non può creare fiducia nella leadership americana, ma i leader non solo i soli da accusare. Dopotutto, un numero significativo di elettori americani vorrebbe che venissero tenuti insieme il mantenimento, o l’incremento, della spesa dei programmi governativi, il taglio della crescita del debito pubblico e la conservazione degli attuali livelli di tassazione del reddito.

 

Il dibattito tra Democratici e Repubblicani non è stato in effetti esaltante e ha portato gli Stati Uniti e il resto del mondo sull’orlo di una crisi ancora peggiore. Come si può spiegare tutto questo?


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