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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Samples: vi spiego il “vizio” made in Usa che fa crescere la crisi

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No, non credo che sia così. Mc Graw-Hill è un editore che ha gran parte del suo mercato in libri di testo sui vari aspetti dell’amministrazione pubblica e in altri prodotti editoriali nel campo dell’istruzione. Non vedo come potrebbe trarre vantaggio da turbolenze sui mercati finanziari.

 

Fuori dagli Stati Uniti, l’abbassamento del rating è stato percepito come un’ulteriore prova di una diminuzione della centralità americana. L’atteggiamento aggressivo della Cina sulla scia della decisione di S&P ha rafforzato questa opinione. Siamo veramente in presenza di uno spostamento nell’equilibrio delle potenze?

 

Gli Stati Uniti rimangono la potenza militare dominante. Tuttavia, come si è visto in Afghanistan, in Iraq, e ora in Libia, la forza militare non si traduce per gli Usa in guadagni politici o economici. Per quanto riguarda le questioni interne, gli americani consumano più spesa pubblica di quanto siano disposti a pagare e si rivolgono alla Cina, il cui popolo è altamente produttivo e risparmia parecchio. Questa dipendenza dalla Cina, però, non sembra limitare la posizione americana all’estero. Può costringere, tuttavia, a riconsiderare la propria spesa pubblica “discrezionale”. Gli americani sembrano essere deviati sotto questo profilo: vogliono avere benefici senza pagarli e votano per i politici che glielo promettono. È questa immoralità, una caduta alla quale non vi è una chiara risposta pubblica, che dovrebbe preoccupare.

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