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MANOVRA/ Tasse, tagli, pensioni, lavoro, province, regioni, costi della politica: ecco le novità

Pubblicazione:venerdì 12 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:venerdì 12 agosto 2011, 22.27

Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Foto Ansa) Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Foto Ansa)

Alle 21:05 il Consiglio dei ministri ha concluso l’esame del decreto legge contenente le misure per anticipare il pareggio di bilancio al 2013. Silvio Berlusconi ha spiegato che sul decreto non verrà posta la fiducia. In questo aggiustamento della manovra finanziaria, approvata meno di un mese fa, che vale 45,5 miliardi di euro (20 nel 2012 e 25,5 nel 2013) ci sono molte novità,  che porteranno il rapporto deficit/Pil all’1,4% nel 2012 e al suo azzeramento nel 2013. Ecco i principali provvedimenti.

TASSE E CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’- Nella manovra appena varata ci sono interventi sui giochi, sulle accise e sui tabacchi.  Inoltre, è previsto un prelievo di solidarietà pari al 5% per i redditi superiori ai 90.000 euro ma inferiori a 150.000, e del 10% per quelli superiori a 150.000, che sarà deducibile. Per i parlamentari, il contributo di solidarietà viene raddoppiato. Inoltre, viene ridotta del 50% l'indennità per il parlamentare che ha un reddito uguale alla stessa indennità. La tassazione delle rendite finanziarie, esclusi i Bot. salirà dal 12,5% al 20%, mentre scenderà dal 27% al 20% per i depositi bancari e quelli postali.

TAGLI A REGIONI, PROVINCE E COMUNI -  Verranno soppresse le province più piccole (sotto i 300.000 abitanti) considerate inutili. A rischio cancellazione sono quindi 36 province (di cui sei in Sardegna, cinque in Toscana e quattro in Piemonte). Verranno accorpati i Comuni minori sotto i mille abitanti e verrà ridotto il numero dei consiglieri regionali.

PENSIONI - Per quel che riguarda il sistema previdenziale, Tremonti nella conferenza stampa successiva al Cdm ha spiegato che ci saranno interventi già nel 2012 per 1 miliardo di euro. Per il resto pare che non ci saranno interventi sulle pensioni di anzianità come prospettato. Salta quindi l’anticipo dell’innalzamento progressivo dell’età pensionabile delle donne nel settore privato.


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