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MANOVRA/ L’esperto: municipalizzate,evitiamo gli errori stile anni novanta...

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

In realtà questo fatto, su aspetti simili, si ripresenta dopo anni con un’aggravante. Partiamo da quest’ultima. Proprio nel mese di giugno sono stati approvati dei referendum che hanno abolito il “decreto Ronchi” e le gare relative. A questo punto si potrebbe aprire una stagione come quella dei primi anni novanta, su cui il nuovo Governatore della Bce dovrebbe essere molto avvertito. Fu la cosiddetta stagione delle privatizzazioni, che proprio in quella occasione non fu preceduta da una impalcatura di liberalizzazione necessaria. Su questo punto insisteva costantemente un uomo come Lorenzo Necci, ex amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, che pagò amaramente questa battaglia del prima liberalizzare e poi privatizzare. La sostanza è che le privatizzazioni italiane fatte all’inizio degli anni novanta hanno certamente portato un beneficio di cassa al bilancio dello Stato. Ma conti fatti, infinitamente inferiore al valore reale dei “pezzi” di Stato venduti. Tanto che qualcuno parlò di un’autentica svendita per favorire l’entrata dell’Italia nell’euro con il primo gruppo.

È auspicabile che, per raccogliere i soldi necessari a superare la crisi attuale, non si ripeta il copione degli anni novanta. “Insomma – dice Paola Garrone – che non si operi una sorta di svendita e poi si vada a finire in un territorio di monopolio privato”.

In questo caso ci vorrà la massima attenzione. Già si polemizza ancora sulle privatizzazioni che hanno segnato una svolta per l’Italia. È auspicabile che questo non avvenga per le municipalizzate.

(gdr)



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COMMENTI
15/08/2011 - nuove politiche e nuovi politici (francesco taddei)

le polemiche fatte sulle privatizzazioni anni '90 sono legittime e dovrebbero insegnare qualcosa a chi ha a cuore il bene dell'italia. cosa non scontata visto che ora si pensa solo al bene della propria regione,provincia,comune,comunità montana. la sussidiarietà è, secondo me, l'unico strumento per non creare nuovi monopoli privati. inoltre penso che queste liberalizzazioni/privatizzazioni devono essere realizzate da chi conosce le realtà locali, preservando asset strategici (non come a taranto...) insieme ad una classe dirigente che della sussidiarietà ha fatto la propria azione politica e abbia una idea di sviluppo per l'intero paese. cioè politici nuovi non i soliti noti.