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Economia e Finanza

MANOVRA/ Pelanda: ecco i tagli d'autunno per convincere i mercati

Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)

Ma se Germania e Francia si impegneranno a rendere disponibile una cifra del genere ciò ne destabilizzerà i bilanci nazionali esponendo il loro debito sovrano a un declassamento, complicando il tutto, eventualità di cui si vedono i primi segni nelle tendenze di mercato. Quindi è improbabile che il Fondo possa essere caricato dei soldi sufficienti.

Per questo l’Italia dovrà dare al mercato una garanzia assoluta che non aumenterà il debito, cioè mettere in Costituzione il divieto a fare deficit annuo (ammesso solo lo 0,2% del Pil) dal 2013 in poi. Con la possibilità, se il mercato non ci crederà o se perderà fiducia su tutti i debiti sovrani dopo il declassamento di quello statunitense, di dover anticipare tale misure entro il 2012.

Comunque è probabile, indipendentemente dalle dichiarazioni ufficiali, che sarà la Bce a continuare a garantire il debito italiano. Ciò sarà di grave imbarazzo per il sospetto di conflitto di interessi, soprattutto da parte dell’opinione pubblica tedesca, sull’italiano Draghi che in autunno ne assumerà la presidenza. Per allora l’Italia dovrà essere sufficientemente credibile per richiedere un minimo di interventi della Bce e non un massimo come ora.

In tal senso, la qualità delle misure di dettaglio, quando il decreto sarà convertito in legge, sarà valutata in base alla capacità di rispettare i “saldi”, cioè l’impegno al pareggio di bilancio. Tale priorità potrebbe modificare alcune misure prese nel decreto perché un po’ vaghe. Per esempio, l’aumento delle tasse e i tagli agli apparati.

In conclusione, i tagli necessari per dare credibilità al debito saranno maggiori di quelli ora calcolati e ciò renderà caldissimo l’autunno.

 

www.carlopelanda.com

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