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Economia e Finanza

BORSA/ Piazza Affari parte in rosso. C’è ancora il rischio recessione (il punto all’apertura)

Piazza Affari parte oggi con un ribasso dello 0,8%. Chiusura negativa ieri per Wall Street. I dati della crescita della Germania riportano lo spettro della recessione

Piazza Affari (Foto Imagoeconomica)Piazza Affari (Foto Imagoeconomica)

Piazza Affari parte oggi con un ribasso dello 0,8%. Ieri la Borsa italiana aveva chiuso al -0,87% dopo essere arrivata a perdere il 3% a metà giornta;  il dax ha chiuso al -0,45% e il Dow Jones al 0,87%. La giornata di ieri è stata dominata dall’incontro tra Merkel e Sarkozy, dai dati macroeconomici tedeschi e americani e per quanto riguarda il mercato italiano dai primi effetti della manovra.

L’evento di ieri era l’incontro tra Merkel e Sarkozy e in particolare le ipotesi di lancio degli eurobond come risposta alla crisi dei debiti sovrani che ha coinvolto molti stati europei. L’ipotesi è stata però respinta dai leader di Germania e Francia che ritengono irragionevole  garantire il debito degli altri Paesi senza avere il controllo delle finanze. L’obiezione è più che giustificata e la controproposta è stata un coordinamento più forte dei budget e delle politiche fiscali dei Paesi dell’area euro; il sottointeso, ma nemmeno troppo, è che i due stati virtusi (più la Germania che la Francia in realtà) hanno preso il controllo delle operazioni e che dettano l’agenda per tutti in particolare per gli stati finanziariamente ed economicamente deboli. Tra le proposte emerse dall’incontro di ieri è stata avanzata l’ipotesi di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie; l’attuazione, l’incasso e la gestione della tassa rimane però ancora avvolta dal mistero. Infine i due leader hanno confermato l’appoggio all’euro.

I dati sulla crescita economia hanno dato segnali preoccpuanti in Europa; la Germania nel secondo trimestre ha registrato una crescita del Pil inferiore alle attese con un incremento di appena lo 0,1% rispetto al primo trimestre; finora la crescita tedesca era stata una delle poche certezze positive in Europa. Il rallentamento della Germania ovviamente non fa che aumentare i timori di fine della ripresa se non di nuova recessione. Negli Usa invece hanno sorpreso positivamente i dati sulla produzione industriale cresciuta a luglio dello 0,9% rispetto ad attese di 0,5% e i risultati trimestrali di Walmart che ha rivisto al rialzo dei target al 2011.