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BORSA/ Piazza Affari positiva, ma i mercati restano delusi (il punto con Wall Street)

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Piazza Affari (Foto Imagoeconomica)  Piazza Affari (Foto Imagoeconomica)

Wall Street parte oggi in leggero rialzo, con il Dow Jones al +0,2%, il Nasdaq 100 al +0,1% e lo S&P 500 al +0,3%. Piazza Affari, che aveva aperto con un rosso acceso, intorno all’1,5% di perdita (il dato era più alto sulle altre Borse europee) ha poi ritraccia arrivando quasi alla parità o con qualche guadagno, ma dimostrando svogliatezza, poca voglia di rischio, scarsa propensione alle transazioni. Al momento il Ftse Mib guadagna lo 0,6%, sotto i 16.000 punti. Sul listino principale i rialzi maggiori sono di FonSai (+3,9%), Pirelli (+3,2%), Tod’s (+2,5%), Fiat Industrial (+2,3%) e Telecom (+2,2%). Le perdite più ampie riguardano invece Finmeccanica (-4%), Campari (-1,7%), Mediaset (-1,4%), Impregilo (-1,2%) e Unicredit (-0,8%).

C’è quindi un po’ di volatilità che crea solo un mercato flebile. Non potrebbe essere altrimenti dopo l’incontro di ieri a Parigi, un po’ supponente, ma sostanzialmente deludente, tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy. L’esordio in conferenza stampa della Cancelliera e del Presidente è stato quello di una compatta tenuta, di un fronte unito contro la speculazione, di nuove tasse sulle transazioni. Ma c’è voluta solo la prima domanda di una giornalista tedesca a far uscire di bocca dai due statisti qualche cosa sugli eurobond. E il segnale, che si attendevano gli investitori e i mercati, non è stato sinora positivo.

In sostanza, secondo i due statisti, prima occorre progredire nell’integrazione europea e poi si faranno gli eurobond. L’impressione è che la Germania, con il suo Pil esangue e con il debito greco sulle spalle non sappia guardare oltre il suo indice. La Francia cerca di stare attenta all’andamento del suo comparto finanziario, esposto in questi giorni alla grande speculazione che arriva da oltre Atlantico.

L’impressione è che il tandem franco-tedesco, che sembra voglia dettare l’agenda di tutta Europa, non colga il senso della forza e della capacità di questa speculazione, anche se l’America sembra messa veramente male. L’euro sta guadagnando ancora sul dollaro. Viene solo un soffio di speranza dall’aumento dello 0,2% dei prezzi sulla produzione americana, mentre ci si aspettava un -0,1%. Ma il dato non sembra sconvolgente e in grado di modificare il trend dei mercati.


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