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MANOVRA/ Calderoli contro i calciatori: pagate il contributo. Il parere dell'esperto

I calciatori storcono il naso di fronte all'idea diversare il contributo di solidarietà previsto dalla manovra finaziaria e minacciano lo sciopero. Il parere dell'avvocato dello sport

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E' guerra tra calciatori, politici e presidenti di club. L'idea che anche i calciatori debbano assoggettarsi alla prevista norma cosiddetta del contributo di solidarietà che sarà inserita nella manovra finanziaria non piace affatto ai vari giocatori di Milan, Inter e altre squadre. La norma, che come tutto il decreto è ancora da approvare e non è ancora stata definita ufficialmente, prevederebbe una tassa di solidarietà del 5% sul reddito annuo lordo superiore ai 90 mila euro e del 10% per chi ne guadagna più del 10%. Ovvio che i calciatori, che all'anno guadagnano svariati milioni di euro, rientrerebbero nelle due categorie. E già alcuni di loro protestano, chiedono che siano le società a pagare il contributo, minacciano lo sciopero. Ecco un esempio efficace di cosa accadrebbe ai calciatori in caso il decreto sulla manovra finanziaria approvasse anche la norma del contributo di solidarietà, come lo ha riportato oggi La Stampa. E' il caso di Gianluigi Buffon: con un reddito lordo 10,5milioni di euro e un reddito netto di 6milioni di euro pagherebbe un contributo di 530 mila euro. In realtà anche da parte dei giocatori si cerca di smorzare i toni. Damiano Tommasi oggi capo del sindacato dei calciatori ha infatti detto che non c'è alcuna minaccia di sciopero concreta, perché intanto bisogna leggere cosa dirà esattamente il decreto legge. Però ci tiene a sottolineare come i calciatori siano già tra i massimi contribuenti dello Stato. Oggi è intervenuto anche il ministro Calderoli, i cui rapporti con i giocatori non sono mai stati il massimo, minacciando provvedimenti se questi si rifiuteranno veramente di versare il contributo di solidarietà. Li ha definiti dei viziati e ha promesso che potrebbe anche raddoppiare la tassa solo per il loro caso ("Se dovessero continuare a minacciare scioperi o ritorsione proporrò che come ai politici anche ai calciatori venga raddoppiata l'aliquota del contributo di solidarietà"). Anche Adriano Galliani si è espresso, dicendo che un contributo da parte degli atleti è necessario e che le società non si sognano minimamente di versare soldi al loro posto. Per il fiscalista Victor Uckmar, già alla guida della Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio) dal 1993 al 2011, "se i giocatori pagassero, sarebbe un segnale positivo a prescindere". IlSussidiario.net ha chiesto il parere dell'avvocato Matteo Pozzi, esperto in diritto sportivo. "Sembra di trovarsi di fronte al classico braccio di ferro che investe i calciatori ogni volta che si minaccia di toccare loro il portafogli, commenta Pozzi. "Un po' come quando ci furono discussioni e polemiche sul rinnovo del contratto collettivo". Aggiunge Pozzi: "Al momento non ho seguito tutti i dettagli della polemica, però mi sento di dire che i calciatori sono a tutti gli effetti dei lavoratori dipendenti come ogni altro per cui non hanno diritto di sottrarsi a quanto possa venire inserito nella manovra per un tema come quello del contributo di solidarietà".