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MANOVRA/ Cazzola: il Tfr in busta paga è un danno per i lavoratori

Pubblicazione:mercoledì 17 agosto 2011

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Nelle aziende con più di 49 dipendenti, poi, «la parte non optata viene lasciata in azienda dai lavoratori per finanziare la propria posizione individuale in una forma di previdenza complementare. Per legge queste risorse vanno ad alimentare un fondo presso il Tesoro, che ammonta a circa 4-5 miliardi l’anno». Quindi, «non vedo – commenta - come lo Stato possa privarsi di queste entrate». Rispetto allo slittamento per il settore pubblico, si chiede: «Che senso ha fare una politica così diversa tra lavoro pubblico e privato? E’ irragionevole che ai dipendenti pubblici si sposti il Tfr molto in avanti nel tempo, e a quelli privati si ipotizzi di darlo immediatamente». Secondo Cazzola, inoltre, la misura è di per sé iniqua: «Mi pare che il carico sulle spalle di chi lavora nel settore pubblico sia già molto pesante: su di loro, infatti, grava il blocco della contrattazione e del livello individuale della retribuzione fino al 2014; inoltre le promozioni degli ultimi anni non incideranno sulle pensioni e c’è l’idea di penalizzare la tredicesima se non si realizzano gli obiettivi produttivi».   



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COMMENTI
18/08/2011 - tfr (giuseppe latte)

effettivamente il tfr starebbe meglio nelle mie tasche......

 
18/08/2011 - T.F.R. (carla binci)

forse Cazzola non ricorda che il TFR dei dipendenti è formato da una quota previdenziale che viene trattenuta sul lordo della retribuzione.

 
17/08/2011 - TFR (CASO TITTI)

Non credo che sia un danno, e non vedo perche' il mio tfr dovrebbe, stare meglio nella casse del fondo cometa , o del mio datore di lavoro piuttosto che sul mio conto corrente