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FINANZA/ Ecco perché alla Germania non convengono gli eurobond

Angela Merkel (Foto Ansa) Angela Merkel (Foto Ansa)

Comunque sia, non c’è alcuna speranza che la presunta Entità di Emissione Europea, chiamiamola così, possa ottenere una qualsiasi forma di autorità impositiva nel breve termine per racimolare denaro. Quindi, gli eurobonds saranno garantiti solo dal trasferimento di pagamenti degli Stati membri o da garanzie. In entrambi i casi, l’ammontare di questo supporto deve essere definito. A ogni nazione deve essere assegnata una porzione di debito che deve ripagare o garantire. Nei fatti, il fondo salva-Stati o Efsf, utilizza “ultra-garanzie” per gettare tutto il peso del debito sulle spalle delle nazioni con rating maggiore.

Ecco spiegato perché la Germania, già spaventata dall’attuale assetto da 440 miliardi, è nettamente contraria a qualsiasi ulteriore ampliamento: tanto più che, alla luce della cronaca di questi giorni, non si sa per quanto il rating AAA resterà appannaggio della Francia, ponendo in essere la minaccia di un aggravio dei costi che potrebbe arrivare nella peggiore delle ipotesi all’80% del Pil tedesco. Insomma, già così i problemi non mancano. Ora, nei fatti ci sono due possibili opzioni per strutturare la ratio trasferimento dei pagamenti/copertura degli eurobonds e sono frutto di uno studio americano che prende in esame il Paese più forte tra i forti (sulla carta) - la Germania - e il più forte tra i deboli, ovvero l’Italia.

Prima opzione, ogni nazione garantisce supporto economico in relazione diretta all’utilizzo. Ovvero, se l’Italia intende utilizzare il 10% del denaro ottenuto tramite la vendita di eurobonds, a quel punto sarà responsabile per il pay back del 10% dell’emissione. C’è, però, oltre al problema della struttura, quello del rating e dei rendimenti. Altro esempio, ovvero pensiamo all’eurobond come a un’obbligazione al 50% tedesca e al 50% italiana, ovvero di due paesi i cui bond decennali pagano rispettivamente il 2,3% e circa il 5% e i cui rating sono AAA e Aa2. Quindi, con un’emissione al 50% tra i due paesi è più che probabile che il rating dell’eurobond sarebbe Aa2, visto che l’outlook negativo sarebbe incorporato nel processo di rating e che le agenzie di rating calcolano la valutazione “media” in un modo che vede i rating minori impattare più di quanto non accade per semplici calcoli avarage (prima balla da smentire è proprio quella che mercati e agenzie di rating accetterebbero la copertura AAA di Germania e Francia per l’eurobond garantendogli quindi medesimo rating, non prezzando ovvero sul mercato il fatto che dietro quell’obbligazione ci sono tre governi già in default e due - Italia e Spagna - mantenuti a galla artificialmente dalla Bce. Vi ci caschereste, visto poi che la tripla A della Francia è a tempo e la crescita sia di Berlino che di Parigi è a zero?).

Quindi, il rendimento medio di questo eurobond dovrebbe essere del 3,7%: ecco l’inghippo, l’eurobond servirebbe unicamente a trasferire i costi degli interessi dalle nazioni deboli a quelle forti, visto che la Germania pagherebbe per un eurobond decennale il 3,7% di rendimento invece del 2,3% che paga per i Bund a 10 anni. Perché dovrebbe farlo? Per sentimento europeista? Pensate che i cittadini tedeschi accetterebbero che il loro governo paghi per gli interessi sul loro debito e anche come sussidio dei tassi italiani? Ovviamente l’eurobond non sarebbe formato solo da due nazioni, ma il principio è identico anche per l’Europa come un insieme.

Certamente i mercati finanziari sarebbe felicissimi, così come le nazioni più deboli che godrebbero di nuovi “sussidi”, ma le nazioni tripla A cosa diranno? Per quanto il mantra del “se fallisce pincopallino, fallisce l’Europa” farà presa su cittadini sempre più tartassati? Vediamo ora una possibile, seconda opzione, ovvero un metodo che leghi garanzie o trasferimenti di pagamento al Pil o altri dati macro. In questo caso, il benefit starebbe tutto nel fatto che rendimenti e rating ricadrebbero fermamente sulle spalle dei paesi più forti: ovvero, rating e rendimento sarebbero migliori rispetti a quelli stabiliti da un metodo basato unicamente su chi mette il denaro e quanto ne mette.