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Economia e Finanza

MANOVRA/ Forte: usiamo l’Iva per il quoziente familiare

Giulio Tremonti e Umberto Bossi (Foto Imagoeconomica)Giulio Tremonti e Umberto Bossi (Foto Imagoeconomica)

Chiaramente si tratterebbe di incassare una piccola cifra e anche questa sarebbe quindi un’imposta simbolica, che però vorrebbe dire chiedere di più dopo tot anni a chi in passato ha fatto un condono o comunque una scelta economica per i suoi diritti di proprietà. Lo trovo profondamente sbagliato: una sanzione o una punizione non può essere cambiata a piacimento da chi punisce, altrimenti la regola perde la sua etica. E non è accettabile che l’etica cambi a seconda di chi comanda, se no lasciamo spazio al relativismo, che è pericolosissimo.

 

Qualcun altro chiede di aumentare l’Iva.

 

Se lo si vuol fare per evitare il contributo di solidarietà, allora diciamo che non c’è bisogno di scomodare l’Iva, perché le risorse necessarie si possono trovare facilmente, magari con l’aumento di una particolare aliquota su qualche particolare prodotto. La manovra dell’Iva è una manovra fondamentale da tenere per riserva per la modifica del nostro sistema tributario in relazione al quoziente familiare.

 

In che modo?

 

La grande riforma che deve consentire l’attuazione del quoziente avrebbe un costo che possiamo stimare nel 2% del Pil. Un punto percentuale si può ricavare limando gli esoneri fiscali non giustificati nell’imposta personale sul reddito. L’altro punto con una manovra di perequazione dell’Iva. Dato che c’è anche un importante margine di evasione su questa imposta, che ha luogo in particolare tramite le aliquote ridotte, lavorando su di esse si potrebbe ottenere un doppio risultato: risorse per il quoziente familiare e contrasto più efficace all’evasione. Quindi è meglio che l’intervento sull’Iva venga tenuto come riserva per reperire le risorse necessarie alla riforma liberale, ma anche sociale, di ridurre la tassazione tramite l’introduzione del quoziente familiare.

 

E cosa pensa della proposta di lasciare la quota di Tfr in busta paga ai lavoratori?

 

È un’idea inaccettabile, perché il Tfr serve al risparmio. Se con questa manovra destiniamo il risparmio al consumo, cosa resterà poi ai lavoratori per il loro futuro? Perché dovremmo favorire l’imprevidenza? Una proposta del genere mi sembra veramente il crepuscolo della responsabilità.

 

Un provvedimento della manovra che sta facendo molto discutere è la Robin Hood Tax che colpisce le aziende del settore energetico. Cosa ne pensa?


COMMENTI
18/08/2011 - evasione fiscale (giuseppe latte)

credo, secondo il mio modestissimo parere, che se chiunque di noi (dipendanti statali e non) potesse scaricare tramite 730 o similari, qualsiasi cosa acquisti, e per qualsiasi cosa intendo tutto nonchè il chilo di pane, anche con una percentuale di recupero bassa (2 o 3%) ci sarebbe un'evasione minore da parte di commercianti, liberi professionisti e altroin quanto chiunque di noi pretenderebbe lo scontrino fiscale o la fattura, unico mezzo per il controllo da parte dello stato. Un altro controllo che può essere fatto è quello che qualsiasi pagamento venga effettuato con carte di credito, bancomat, assegni......ecc