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MANOVRA/ Forte: usiamo l’Iva per il quoziente familiare

È approdata ieri al Senato la manovra, le cui misure fanno ancora discutere e su cui si ipotizzano modifiche attraverso emendamenti. Abbiamo raccolto il parere di FRANCESCO FORTE

Giulio Tremonti e Umberto Bossi (Foto Imagoeconomica) Giulio Tremonti e Umberto Bossi (Foto Imagoeconomica)

La manovra finanziaria è arrivata ieri al Senato. E in queste ore si rincorrono diverse ipotesi di modifiche al decreto legge da apportare durante il suo iter parlamentare. «Meglio che ci siano - ci dice Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze - pochi emendamenti, così che la manovra sia approvata nel più breve tempo possibile, trasmettendo la sensazione di coesione e concedendo ai tedeschi quello chi ci chiedono: essere più simili a loro grazie al pareggio di bilancio. Quindi cerchiamo di assicurarlo, anche se questo vuol dire commettere qualche errore».

 

A cosa si riferisce?

 

In questa manovra ci sono dei difetti che riguardano l’uso di misure strutturali che non sono le più conformi all’economia di mercato. Inoltre, Tremonti ha voluto una norma “manifesto” che vale 1 miliardo di euro (e in seguito addirittura 600 milioni): il contributo di solidarietà, che è una specie di simbolo distorto, un strizzata d’occhio di Tremonti e della Lega alla sinistra. È chiaro che questo provvedimento non serve alla manovra di finanza pubblica, perché l’entità, rispetto ai 42 miliardi totali, è minima. Purtroppo bisogna tollerare questa specie di “semi-tradimento”, per evitare operazioni peggiori.

 

Quali?

 

Quelle sostenute da Montezemolo e altri che preparano il “grande macello” della media e piccola borghesia tramite la tassazione patrimoniale. La quale dovrebbe cominciare come penalizzazione dei più ricchi, ma che può andare poi facilmente a colpire classi agiate, tramite l’abbassamento della soglia fissata. Sono convinto che chi fa queste proposte sa di poter ottenere qualche beneficio pubblico in cambio di un modesto sacrificio economico. Io, che rientro tra coloro che vengono colpiti dal contributo di solidarietà, ritengo che sia meglio pagare questi sporchi soldi subito piuttosto che vedere minacciato il patrimonio della mia famiglia, che è stato accumulato sin dai tempi dei miei nonni e che voglio lasciare ai miei figli e nipoti.

 

C’è chi ha proposto di tassare i capitali rientrati attraverso lo scudo fiscale. Cosa ne pensa?


COMMENTI
18/08/2011 - evasione fiscale (giuseppe latte)

credo, secondo il mio modestissimo parere, che se chiunque di noi (dipendanti statali e non) potesse scaricare tramite 730 o similari, qualsiasi cosa acquisti, e per qualsiasi cosa intendo tutto nonchè il chilo di pane, anche con una percentuale di recupero bassa (2 o 3%) ci sarebbe un'evasione minore da parte di commercianti, liberi professionisti e altroin quanto chiunque di noi pretenderebbe lo scontrino fiscale o la fattura, unico mezzo per il controllo da parte dello stato. Un altro controllo che può essere fatto è quello che qualsiasi pagamento venga effettuato con carte di credito, bancomat, assegni......ecc