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CRAC BORSE/ Tarantini: ecco perché questa crisi è un'opportunità

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Graziano Tarantini (Imagoeconomica)  Graziano Tarantini (Imagoeconomica)

“Personalmente, a volte rimango stupefatto di come noi italiani non riusciamo a valorizzare i nostri gioielli. Giorni fa il Corriere del Mezzogiorno ha riportato che il giorno di ferragosto nella Reggia di Caserta non c’era quasi nessuno. Allora mi chiedo: chi è responsabile del fatto che un patrimonio che il mondo ci invidia fosse privo di visitatori? E ancora: non sarebbe forse il caso di pensare che ci potrebbero esserci, ad esempio, cooperative di giovani in grado di valorizzarlo? Nell’isola di Procida, uno degli scogli più belli del Mediterraneo, c’è un carcere dimenticato. È patrimonio dello Stato. È  proprio impossibile recuperarlo e venderlo, con gare, per altri scopi? La verità è che ci sarebbero mille problemi burocratici e amministrativi per affrontare questi due casi così lampanti di incuria e di dimenticanza colpevole, mentre li si potrebbe risolvere anche con una sorta di “economia artigianale”. Diciamo la verità, l’Italia paga un apparato statale e amministrativo assurdo. In questo ha ragione Piero Ostellino oggi (ieri, ndr) sul Corriere della Sera. Invece di defiscalizzare, tassiamo indiscriminatamente. Terapie assurde, che non risolvono i problemi e che di certo i mercati non capiscono, in un contesto globale effettivamente difficile”.

Tarantini, spostiamo il tiro sugli effetti - anche psicologici - di questa nuova bufera che travolge i mercati. “Per il lavoro che faccio ricevo molte telefonate allarmate e parlo anche con la gente comune, che ha oggettivamente paura. Che cosa dovrebbe provare in una simile circostanza? Certamente la paura è un guaio peggiore della crisi ed è una cattiva consigliera. Sempre. Io non voglio usare dei paradossi, ma ritengo che questa situazione possa essere colta come una grande opportunità. Ripeto, in fondo, parole che abbiamo usato spesso nel bel mezzo di una crisi. Bisogna comprendere che non si può vivere più al di sopra dei propri mezzi per poi correre a tamponare i debiti fatti nel modo in cui dicevo prima. Questo, alla lunga, non è più possibile. E forse è arrivato proprio il momento della svolta”.


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COMMENTI
19/08/2011 - Guardate... (Diego Perna)

A me sembra che la questione, se vogliamo essere semplici, si potrebbe affrontare partendo da una semplice constatazione: secondo me i nostri governanti, che sono sempre sorridenti e ironici su tutto,andrebbero sostituiti con persone che non credono che il bello e il cattivo tempo dipenda da loro. Mi convinco sempre di più che chi sta al comando creda erroneamente che agendo su diverse leve economiche e sociali si possa dirigere il mondo. Di fatto questi personaggi lo pensano perché essendo in qualche modo in posizione di privilegio,tant'è che non sono preoccupati se la benzina costa di più quando dovrebbe diminuire, sono lontanissimi dai veri problemi dei cittadini e così tagliano a dx e sx a casaccio. Di contro aumentano le tasse, si spende meno si produce meno e lo stato incassa meno e allora... si ariaumentano le tasse, o se ne inventano di nuove giustificando tutto perchè la crisi è globale. Ma voi lo sapete che ci sono imprese che chiudono e negozi che soccombono alla grande distribuzione? E a chi gliene frega? A nessuno, perchè non sa che così si deve aumentare irpef e inps per i minori gettiti. E' giusto quanto Lei scrive, ma alla Reggia di Caserta è meglio andarci in altri periodi, perché alberghi e tutto il resto costano meno. E' urgente tentare di capire cosa conviene e cosa no, ad esempio conviene comprare un frigo cinese a 150€, oggi, ma domani, chiusa tutta la nostra manifattura, costerà 1500 € e dovremo indebitarci. Mi chiedo, ma ci conviene? IO credo di no.