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FINANZA/ 2. E ora l’Italia finisce anche nel mirino della Germania

Ieri è stata una giornata molto difficile per i mercati finanziari italiani. MAURO BOTTARELLI ci spiega che anche la Germania si è aggiunta alla lista dei nostri “nemici”

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Ma tu guarda, il Congresso Usa ha trovato l’accordo sul tetto di debito! E, meglio ancora, Barack Obama ha annunciato l’avvenuto compromesso in tv proprio dieci minuti prima dell’apertura delle Borse asiatiche, che combinazione! Eppure le Borse europee crollano (per Milano l’ennesimo bagno di sangue) e gli spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi volano alle stelle, oltre i 350 punti base, ovvero oltre il 3,5% di differenziale!

Ma cosa succede, il mondo è impazzito? No, cari lettori. Da almeno una settimana ilsussidiario.net dice chiaro e tondo che l’ipotesi di default non era nemmeno da mettere sul tavolo e che se c’è qualcuno che rischia davvero, questi non sono gli Usa e il loro debito, ma l’Europa. La pensa così anche Ambrose Evans-Pritchard, che ieri titolava la sua rubrica del lunedì sul Daily Telegraph, “L’America è meramente ferita, l’Europa rischia di morire”. Una bella soddisfazione, non c’è che dire, per noi. Ecco perché appare inutile descrivere nel dettaglio quanto deciso a Washington, per il semplice fatto che i numeri interessanti sono altri e non le promesse di tagli e aumenti del limite di indebitamento.

Primo, la massa monetaria. Stando a dati della Fed di St. Louis, quella M2 (ovvero circolante, conti correnti liberi bancari e postali, assegni circolari, vaglia cambiari e depositi in conto corrente presso il Tesoro più certificati di deposito bancari, depositi bancari a risparmio e in conto corrente vincolati, libretti postali) negli Usa è salita a un tasso annuale del 6,4% nel secondo trimestre, con un accelerazione al 12,2% nel mese di giugno. Nelle recenti settimane, la percentuale di aumento su base annualizzata supera il 40%. La massa monetaria M3 (comprendente M2 più i grossi depositi di risparmio), sempre negli Usa, sta poi crescendo a un tasso ottimale del 5%.

E in Europa? Dati freschi freschi della Bce ci dicono che la massa monetaria M3 della zona euro relativa al mese di giugno è aumentata del 2,1%, rispetto al 2,5% del mese precedente e al 2% di aprile: nel trimestre aprile-giugno la variazione è stata pari al 2,2%. La massa monetaria M1 (comprendente gli averi che si possono impiegare in qualsiasi momento per effettuare pagamenti, come contanti in circolazione e depositi a vista presso le banche e la posta) è cresciuta dell’1,2%, come a maggio e dopo l’1,6% di aprile, mentre sui tre mesi si è attestata a +1,4%. E cosa significa contrazione della massa monetaria M3? Che le banche centrali, in questo caso la Bce, drenano liquidità.

geofinanza.ilsussidiario.net


COMMENTI
03/08/2011 - Riprendiamoci la nostra dignità (Mariano Belli)

Ci vuole uno scatto d'orgoglio del Paese : fare come l'Argentina, rinnegare il debito che ci sta strangolando (e fare una legge che vieti ad ogni ente pubblico di contrarre debiti di qualsiasi genere) e rilanciare economia, occupazione e soprattutto la vita delle persone....Non si gioca con la vita umana, molto più etico rinnegare un debito finanziario, i soldi non possono essere al primo posto!

 
02/08/2011 - dubbi legittimi (francesco taddei)

francia,gbr e germania comandano in europa, cercano d'imporre un'egemonia culturale con la stroria delle sole tre lingue e adesso scommettono pure sulla nostra bancarotta! mi potete rispiegare perchè siamo in europa? per sparire?

 
02/08/2011 - M3 (J B)

Come mai ritiene M3 sia ottimale intorno al 5% annuo? Dove ha preso i dati? Come sa, la Fed ha smesso di pubblicarli nel 2006. (Le consiglio shadowstats). Dopo tutte le previsioni accurate e condivisibili, non mi cadrà mica nel clamoroso errore che inflazionare la massa monetaria produce ricchezza? 3-5% annuo è poi proprio la percentuale mi pare indicata da Friedman. (I keynesiani, come sa bene, non hanno freni, con Krugman che può essere considerato alla stregua di un hooligan della massa monetaria).