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FINANZA/ 2. E ora l’Italia finisce anche nel mirino della Germania

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Insomma, partendo da questi numeri e accantonando la farsa dei 14,3 trilioni di debito da non sfondare (di fatto, quel limite è già stato infranto, visto che con un trucchetto contabile degno della accoppiata Tanzi-Tonna, Tim Geithner ha disinvestito 120 miliardi di fondi pensione federali per pagare interessi e cedole senza così far formalmente salire il debito), chi si aspettava un rally borsistico dopo il “sì” di Washington rischia di restare molto deluso. Soprattutto perché il dato di venerdì della crescita Usa ha portato a un taglio delle stime per il terzo trimestre da parte di moltissime istituzioni finanziarie, mentre per venerdì è atteso il dato sulla disoccupazione Usa di luglio, destinato a battere al ribasso le previsioni. Il problema grave, comunque, resta l’Europa e il focus per tutto il mese di agosto sarà il mercato obbligazionario, con Italia e Spagna in prima linea.

Non è un caso che ieri, giorno in cui le Borse avrebbero dovuto mettere il turbo per festeggiare la sventata Apocalisse negli Usa (l’oro doveva crollare, è sceso invece solo dello 0,65% restando a quota 1620 dollari l’oncia), Madrid già all’ora di pranzo virasse in negativo a -0,60% e a Milano il Ftse Mib guadagnasse meno dello 0,505 salvo perdere anch’esso l’1,21% nel momento in cui Wall Street apriva le contrattazioni, con il Dow Jones a +0,80% e il Nasdaq a +1,13%.

Di più, i cinque peggiori titoli per ribassi erano tutti legati ai settori più critici, assicurativo e bancario: Fondiaria Sai, Banco Popolare, Ubi Banca, Monte dei Paschi e Intesa SanPaolo. Insomma, il nostro paese e la Spagna sono sotto attacco. Pesante. Poi, l’apocalisse nell’arco di un’ora, con Milano che vedeva l’indice Ftse Mib chiudere al -3,87%. Un disastro, ma con un lato positivo. Finalmente, infatti, l’accordo raggiunto a Washington ha fatto crollare il muro di ipocrisia che contornava i guai europei, per molti osservatori e analisti legati «all’incertezza per la situazione del debito Usa». Balle. La questione è una sola: se il fondo salva-Stati, l’Efsf, non viene portato dagli attuali 440 miliardi di euro ad almeno 1,5 trilioni, garantendo così a Italia e Spagna uno scudo contro la speculazione sul mercato obbligazionario secondario, l’ondata di vendite non finirà e lo spread tra titoli decennali italiani e iberici continuerà a crescere.

Prendiamo quello italiano, il Btp a dieci anni. In apertura di contrattazioni lo spread, ovvero il differenziale di rendimento rispetto al Bund tedesco a pari scadenza, era a 332 punti base, in discesa fino al minimo di 315 punti base toccato a mezzogiorno. Poi, dal primo pomeriggio una costante crescita fino a stabilizzarsi attorno ai 329 punti base, solo cinque punti base dal massimo di 334 pbs toccato venerdì scorso. Infine, con l’aggravarsi della situazione in Borsa, l’assalto speculativo spediva lo spread a quota 355 punti base, un balzo di 21 punti base dal record registrato venerdì scorso e rompendo la soglia psicologica dei 350 punti base.


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COMMENTI
03/08/2011 - Riprendiamoci la nostra dignità (Mariano Belli)

Ci vuole uno scatto d'orgoglio del Paese : fare come l'Argentina, rinnegare il debito che ci sta strangolando (e fare una legge che vieti ad ogni ente pubblico di contrarre debiti di qualsiasi genere) e rilanciare economia, occupazione e soprattutto la vita delle persone....Non si gioca con la vita umana, molto più etico rinnegare un debito finanziario, i soldi non possono essere al primo posto!

 
02/08/2011 - dubbi legittimi (francesco taddei)

francia,gbr e germania comandano in europa, cercano d'imporre un'egemonia culturale con la stroria delle sole tre lingue e adesso scommettono pure sulla nostra bancarotta! mi potete rispiegare perchè siamo in europa? per sparire?

 
02/08/2011 - M3 (J B)

Come mai ritiene M3 sia ottimale intorno al 5% annuo? Dove ha preso i dati? Come sa, la Fed ha smesso di pubblicarli nel 2006. (Le consiglio shadowstats). Dopo tutte le previsioni accurate e condivisibili, non mi cadrà mica nel clamoroso errore che inflazionare la massa monetaria produce ricchezza? 3-5% annuo è poi proprio la percentuale mi pare indicata da Friedman. (I keynesiani, come sa bene, non hanno freni, con Krugman che può essere considerato alla stregua di un hooligan della massa monetaria).