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FIAT/ C'è una "guerra di famiglia" dietro la lettera a Marchionne?

Sergio Marchionne (Foto: ANSA) Sergio Marchionne (Foto: ANSA)

Mucchetti però, nella sua lettera aperta fa intendere che, dopo aver affermato di essere preoccupato, nel bene o nel male il destino della Fiat si è sempre intrecciato a quello dell'Italia. Quindi, nonostante gli orizzonti grandi di Marchionne, Mucchetti dice espressamente che dalla Fiat si attende un cambio di passo. Ma allora Mucchetti coglie una sorta di sentimento generalizzato nei confronti della Fiat?

«È un discorso difficile da affrontare. Io penso che ci sia un'interpretazione generale che è condivisa da molti soggetti, ma ci sia anche una vicenda familiare all'interno della Fiat. Chi dà credito illimitato a Marchionne sono John Elkann e Andrea Agnelli. I due giovani. Ma la famiglia Agnelli, per connotarla nel suo complesso, è un mondo vasto, con una parte che non nasconde le sue simpatie verso Luca Cordero di Montezemolo che, come è noto, non trova “simpaticissimo”  Marchionne. Insomma, è cosa nota che tra i due non corra buon sangue. Si può anche azzardare che una parte della famiglia abbia magari nostalgia di Montezemolo e, in un momento delicato come questo, la nostalgia aumenti. E Montezemolo, ne Il Corriere della Sera, non ha un peso secondario. Stiamo ragionando a voce alta, s'intende. Solo qualche settimana fa, è stato Montezemolo a ricordare che non ci sono ancora le possibilità di quotare in Borsa la Ferrari, tanto per fare un esempio». 

Ma probabilmente non ci si può limitare solo a questioni di natura familiare? «Beh, è noto che il liberismo che predica Marchionne non piace a un uomo importante come Giovanni Bazoli, il presidente di Intesa-San Paolo. E non c'è feeling neppure tra l'amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera, e l'amministratore delegato della Fiat. In questo caso bisognerebbe fare la storia di questi ultimi anni e chi voleva entrare anche nelle vicende Fiat più direttamente».

Si può dire che Marchionne stia rischiando? «Diciamo piuttosto che ci sono dei rischi reali per la Fiat. Se i mercati vanno avanti in queste condizioni fino a ottobre, se in altri termini si passa una sorta di “settembre nero”, il rating della Fiat viene abbassato. A questo punto si pongono degli interrogativi anche su Fiat-Chrysler. È difficile non immaginare che a quel punto ci vorranno anche investimenti dei soci di famiglia, magari occorrerà fare qualche taglio, magari vendendo Ferrari. Difficile immaginare il futuro, anche se prossimo. Ma è evidente che in una situazione come questa qualche problema sorgerà. Alla fine la lettera può essere un avviso a Marchionne».

 

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
25/08/2011 - Nil sub sole novum (celestino ferraro)

Niente di nuovo sotto il sole: la vittoria ha molti padri, la sconfitta è orfana. cf