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FINANZA/ 2. Passera: l'Italia non rischia la recessione

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Corrado Passera (Foto Imagoeconomica)  Corrado Passera (Foto Imagoeconomica)

Tutti coloro che vogliono scommettere contro l’euro, in particolare contro l’Italia puntano a vendite (in tanti casi allo scoperto) sui titoli bancari. Questo è avvenuto anche in precedenza sui titoli di stato, finché la Bce non ha finalmente deciso di mettere una barriera di difesa. Tuttavia, questa situazione aveva in precedenza portato ulteriore pressione negativa sui titoli bancari. Le banche italiane hanno dimostrato di saper passare attraverso crisi drammatiche, come quella del 2008, molto meglio di quelle di altri paesi.

 

Su cosa devono puntare le banche per affrontare questa nuova difficoltà?

 

Noi di Intesa Sanpaolo siamo rimasti banca nel vero senso della parola, cioè banca dei rapporti di lungo termine, della raccolta, degli impieghi, e non solo della finanza, come invece altri istituti in giro per il mondo erano diventati: questo ci ha dato permesso di costruire una solidità che è fondamentale. Avevamo deciso di anticipare tutta la raccolta anche a lungo termine per poter trovarci solidi in caso di difficoltà, accumulando 80 miliardi di euro di liquidità, che ci permettessero di essere autonomi anche in caso di situazioni difficili sui mercati, come quelle che si sono purtroppo realizzate. Il fatto che l’attività creditizia abbia continuato a crescere anche nel primo semestre di quest’anno è la riprova di questa capacità di passare attraverso un nuovo momento di difficoltà, quale è oggettivamente quello che stiamo vivendo.

 

In questo clima di incertezza, le imprese potrebbero rischiare di vedersi ridurre il credito da parte delle banche?

 

Come ho detto all’inizio, non do per scontata in alcun modo una nuova recessione: molto dipenderà da quello che faremo nelle prossime settimane anche a livello di manovra complessiva per il risanamento dei conti e il rilancio del Paese. Le banche (e tra queste sicuramente la nostra) sono pronte ad appoggiare questo sforzo anche con l’attività creditizia.

 

Aumento dell’imposta di bollo sui dossier titoli e armonizzazione della tassazione sulle rendite finanziarie: cosa pensa di queste misure che il governo ha recentemente varato e che influiscono sul risparmio?

 

Sui dossier titoli ci siamo espressi spiegando che per quelli di minore entità ci sembrava sbagliato aggiungere un peso fiscale. Il riordino della tassazione sulle rendite finanziarie, invece, secondo noi deve riguardare tutti gli strumenti finanziari, onde evitare ogni sorta di distorsione tra forme di investimento. Portare l’aliquota al 20% per tutti è qualcosa che noi chiediamo da tempo, anche per allinearci all’Europa.

 

Questo deve valere anche per i titoli di Stato?

 

Secondo noi, nel tempo sarebbe opportuno che la tassazione fosse allineata. Lasciamo però ogni valutazione e decisione a chi ha la responsabilità del debito pubblico.

 

(Lorenzo Torrisi)



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COMMENTI
23/08/2011 - possiamo dedurre che (Fabrizio Terruzzi)

Caro Passera, l'Italia non rischia la recessione ma serve che... Ne segue una lista tale da cui possiamo dedurre che l'Italia rischierà davvero la recessione. Il welfare va rafforzato sia a livello previdenziale che sanitario? Non me l'aspettavo, credo che così com'è non ce lo possiamo più permettere (dove sono le risorse?). Il punto è che quando tutto è gratis lo spreco è enorme e deve essere ridotto. E' una premessa per poter migliorare qualitativamente (soprattutto al sud) lo stato sociale che va quindi razionalizzato e andrà anche ridotto per le categorie più abbienti (in modo da trovare le risorse per rilanciare l'industria). Il concetto di stato sociale oggi è un mix di "pacchia universale" e di "diritto divino" mentre dovrebbe essere espressione del senso di sussidiarietà ed equità nei confronti dei più deboli da parte dei più abbienti.