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LIBIA/ L’esperto: ecco come la caduta di Gheddafi può cambiare il mercato energetico

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Oggi, quindi, la situazione è ben diversa: «è più alta l’offerta della domanda». Ebbene, tornando alla stretta attualità: «la redditività del parco elettrico è calata in seguito all’ipotesi dell’introduzione della Robin Tax e dell’aumento della  pressione fiscale di dieci punti: gli investitori hanno previsto meno vantaggi nel settore. Ma la caduta del regime, che modifica ulteriormente lo scenario, implica che in prospettiva ci possa essere una ripresa di marginalità. E in tutti i momenti in cui gli scenari presentano discontinuità, si aprono prospettive speculative – questa volta in senso positivo – tali per cui il valore del listino delle varie società che si trovano ad avere nel loro portafoglio forniture di combustibili e di elettricità possono avere la possibilità di speculare in maniera più determinata». Chi sortirà effetti maggiormente concreti e duraturi? «La Robin Tax è un provvedimento provvisorio, legata al problema di risanamento della spesa pubblica e di durata triennale, quindi potrà sortire conseguenze unicamente entro questo periodo. La sconfitta del regime, che aveva i propri clienti fissi, rimette  tutto in discussione, riaprendo numerose opportunità per tutti». Difficile dire se anche noi ne beneficeremo. Di sicuro, vanno prese in seria considerazione le parole dell’Ad e direttore Generale dell’Enel, Fulvio Conti, che a margine del Meeting di Rimini ha dichiarato: «Se la Libia diventerà uno Stato democratico, l'Enel potrebbe pensare di investirvi». Secondo Bernardi, «raramente Conti rilascia dichiarazioni in pubblico. E quando lo fa non è mai a caso. C’è da pensare, quindi, che abbia intessuto relazioni tali da rendere il nuovo scenario favorevole all’Enel, i cui manager sono noti in tutto il mondo per la capacità di prevedere le cose prima degli altri». 



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