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MEETING/ Elkann ai giovani: insieme possiamo “rifare” l’Italia

Pubblicazione:mercoledì 24 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 24 agosto 2011, 15.08

John Elkann tra i padiglioni della fiera di Rimini (Foto Imagoeconomica) John Elkann tra i padiglioni della fiera di Rimini (Foto Imagoeconomica)

Un’altra lezione della crisi è stata poi quella di capire che «oggi per fare automobili è importante essere presenti in tutti i mercati: in questo senso occorre aumentare la propria presenza in paesi emergenti come Brasile, Cina, India. La settimana prossima sarà operativa la nuova organizzazione annunciata a luglio che servirà proprio ad affrontare queste nuove sfide». «La crescita della Fiat - ha detto ancora Elkann - è legata ad altri mercati più che a quello italiano. La crescita dell’Italia, invece, dipende da una serie di sforzi e iniziative che vanno compiuti per creare nuove idee, nuovi spazi economici, liberare energie e risorse e non c’è nessuna ragione per cui questo non si possa fare».

Sul Presidente americano Obama, Elkann ha detto: «Ha fatto una grossa scommessa nel salvare il settore auto in America e ha compiuto un grande atto di fiducia nei confronti di Fiat. La riconoscenza da parte nostra è forte, gli dobbiamo molto. E siamo anche orgogliosi del fatto che lavorando sodo siamo riusciti a ripagare la sua scelta».

Un ragazzo ha chiesto poi al Presidente Fiat se è possibile per un imprenditore togliersi di dosso l’etichetta che spesso gli viene affibbiata di “sfruttatore”. «L’imprenditore - ha risposto Elkann - svolge un’attività economica, dunque il suo obiettivo è conseguire risultati economici: non c’è niente di male in questo. Dopo di che i rapporti tra capitale e lavoro possono anche essere conflittuali, ma credo che si possa benissimo lavorare su queste conflittualità in maniera positiva e virtuosa. E credo che in questo la comunicazione svolga un compito importante, perché può fare sapere come stanno realmente le cose. La conflittualità si può inoltre “combattere” dandosi e perseguendo obiettivi comuni, magari con sistemi di remunerazione legati al loro raggiungimento. Molti dei discorsi che stiamo facendo per garantire che in Italia ci siano le condizioni per restare coi nostri investimenti riguardano propri questi temi».

Restando sull’attualità, un altro ragazzo gli ha chiesto come si possa affrontare una situazione economico-finanziaria come quella di oggi che desta preoccupazioni, senza dimenticare che, come ha sottolineato l’ultimo rapporto del Censis, in Italia sembra esserci una “crisi del desiderio”. «Se uno guarda alla nostra storia - ha risposto Elkann - può scoprire che abbiamo passato momenti economici peggiori di questo: anche se ciò non è rassicurante, almeno aiuta a capire meglio la situazione. Quel che preoccupa davvero è la mancanza di desiderio, la stanchezza. Credo che il bello di essere giovani sia la voglia di imparare, di migliorarsi, di avere una propensione al fare. Io sono assolutamente fiducioso sul futuro, anche se non ho nessuna ragione per pensare che non sarà difficile. Tuttavia, è utopico pensare di poter avere in mano tutti gli elementi per riuscire a far bene. Ed è molto più interessante vivere nel mondo reale che in un’utopia: questo mondo ci offre tantissime cose straordinarie».


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