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IL CASO/ Nucleare, ambiente, bolletta: tutte le domande che attendono risposta

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Riuscirà veramente la Germania a realizzare il piano energetico “etico” della Merkel, completamente sbilanciato sulle rinnovabili?

E quali regole occorre stabilire per aprire maggiormente il mercato elettrico ed energetico, a livello nazionale così come a livello europeo, per tentare di alleviare i costi energetici per industrie e famiglie?

La Cina e gli altri paesi emergenti avranno una enorme fame di energia, oltre che di altre materie prime, nel prossimo futuro. Ci sarà quindi maggior competizione sul mercato dell’energia? Quali saranno i contraccolpi per noi? E i soli obiettivi ambientali saranno prioritari rispetto allo sviluppo o alle necessità dell’economia, soprattutto in un periodo caotico sul versante economico e finanziario internazionale come quello attuale?

I driver principali secondo i quali impostare una politica energetica, soprattutto dopo l’abbandono dell’opzione nucleare, oggi sembrano essere due per il nostro Paese: la riduzione del costo della bolletta energetica e l’opportunità di alleviare questa debolezza strutturale (non abbiamo materie prime “energetiche”) in funzione dello sviluppo dell’economia e dell’industria nazionali, anche puntando sulla ricerca. Questi temi rimangono in agenda e sul tavolo di lavoro di tutti, addetti e non.

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