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GEOFINANZA/ Dalla Germania un messaggio in codice contro l’Italia

Dalla Germania arrivano proposte che sembrano chiari messaggi in codice contro l’Italia che rischia un nuovo attacco sul mercato del debito a settembre. L’analisi di MAURO BOTTARELLI

Angela Merkel (Foto Ansa) Angela Merkel (Foto Ansa)

La crisi ci ha regalato martedì una nuova fattispecie politica: il meeting fantasma. Già, visto che del previsto vertice tra i ministri delle Finanze tedesco e francese in programma a Parigi, fino al tardo pomeriggio di due giorni fa non vi era notizia. Non un lancio di agenzia che ne confermasse lo svolgimento o ne comunicasse la cancellazione, non una dichiarazione, non un annuncio sui contenuti o la convocazione di una conferenza stampa. Nulla, le uniche notizie in arrivo dall’Eliseo erano quelle relative a una conferenza sulla Libia da tenersi al più presto nella capitale francese per volontà di Nicolas Sarkozy e Barack Obama.

Complimenti, questa sì che è serietà teutonica di fronte all’acuirsi della crisi! Poi non lamentiamoci se i mercati ci massacrano. Ma a livello di incoscienza, la medaglia d’oro va al premier finlandese, Jyrki Katainen, secondo cui il suo Paese non arretrerà di un centimetro dalla decisione di richiedere garanzie collaterali alla Grecia a fronte dei prestiti, anche se questo dovesse scatenare processi emulativi in altri paesi alla ricerca di garanzie o ritardare l’aumento del salvataggio greco concordato al vertice europeo di luglio.

Detto fatto, dall’ora di pranzo di martedì in poi, il rendimento del bond ellenico a 10 anni è cominciato ad essere trattato con un aumento del 42% a quota 16,4% fino a giungere al 17,3% dal 14,7% registrato dopo il secondo salvataggio, solo un punto percentuale dal livello record toccato il 18 giugno scorso. Addirittura comico, poi, il rendimento dei titoli di Stato ellenici a due anni, schizzato ieri al 40,47%.

Qualche altro dato sulla dimenticata Atene? Pronti. La Borsa di Atene ha perso il 50% in meno di 2 mesi e il 75% negli ultimi 12 mesi, periodo quest’ultimo che già vedeva il Ftse Athens 20 ai minimi storici. I cds? Siamo a quota 2174 punti, ovvero ci vogliono 21.740 dollari all’anno (se il contratto di assicurazione dura 5 anni) per assicurare 100.000 dollari di debito greco. Lo spread col Bund? Lasciamo perdere, ve lo risparmio, ma viste le quotazioni del decennale ci metterete poco a fare il calcolo. Ma torniamo alla fiera della cialtroneria made in Ue.

Come se non bastasse l’impuntatura finlandese, infatti, a mettere il carico da novanta a livello di destabilizzazione ci ha pensato, con un’iniziativa senza precedenti, Ursula von der Leyen, ex ministro della Famiglia e vice-segretario della Cdu, il partito della Cancelliera, la quale ha proposto che d’ora in poi ogni aiuto finanziario verso Stati dell’area euro possa essere concesso solo a fronte di un collaterale in oro o attraverso la garanzia di holding industriali. Nonostante questa posizione non sia (ancora) quella ufficiale del governo tedesco, al netto delle cifre questa richiesta in stile finlandese appare disegnata su misura per l’Italia, forte di riserve auree molto ampie e con ancora comparti industriali partecipati dallo Stato che possono fare gola.

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