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FINANZA/ La "versione di Ben" riavvicina la crisi

Ben Bernanke (Foto: ANSA) Ben Bernanke (Foto: ANSA)

La Federal Reserve, ha spiegato, “ha una serie di strumenti che potrebbero essere utilizzati per fornire ulteriore stimolo monetario”. Prima di varare nuovi interventi, ha precisato, la Banca centrale attenderà l’andamento dei dati economici nel corso delle prossime settimane e mesi. Bernanke ha affermato che la ripresa degli Stati Uniti continua a essere “modesta”, aggiungendo che il ritmo di crescita è stato più lento di quello che la Fed sperava. Ma si è detto più ottimista nel lungo periodo, spiegando che l’economia a stelle e strisce non è stata definitivamente scalfita dalla crisi finanziaria. “Anche se certamente esistono problemi importanti, i fondamentali della crescita degli Stati Uniti non sembrano essere stati alterati dalla crisi degli ultimi quattro anni”.

Le banche americane sono molto più sane ora - ha osservato - la produzione è aumentata del 15% e le famiglie hanno fatto progressi nel riparare i loro bilanci. Il numero uno della Fed ha poi detto che si aspetta un’inflazione pari o inferiore al 2% in scia a un rallentamento dei prezzi del petrolio e di altri beni. Allarme disoccupazione.

“La nostra economia sta soffrendo oggi di un livello straordinariamente elevato di disoccupazione di lunga durata, con quasi la metà dei disoccupati senza lavoro per più di sei mesi”. In breve, un intervento ispirato non tanto alla prudenza quanto alla “freccia del tempo” (da lui teorizzata anni fa) diretta ad acquisire maggiori informazioni prima di agire. Una posizione che può apparire saggia, ma invece delude. Non solo l’America è anemica e l’Europa sull’orlo di una nuova recessione, ma Cina e America Latina (che hanno trainato l’economia internazionale negli ultimi anni sono in fase di marcato rallentamento) e il Medio Oriente (altra fonte, anche se non centrale, di crescita) sono nel vero e proprio caos.