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FINANZA/ La "versione di Ben" riavvicina la crisi

Pubblicazione:sabato 27 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 31 agosto 2011, 1.39

Ben Bernanke (Foto: ANSA) Ben Bernanke (Foto: ANSA)

Diciamolo chiaro e tondo: il discorso del Presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, tenuto a Jackson Hole nel Wyoming. ci ha deluso. Bernanke, ricordiamolo, non ha il ruolo funzionale di un Governatore o di un Presidente di Banca centrale europea, ma in quanto Presidente e Coordinatore del Comitato per le operazioni sul mercato aperto della Federal Reserve può pilotare le operazioni delle banche federali di riserva degli Stati Uniti (12) oltre che dei sette componenti (tra cui lui) del Federal Reserve Board.

Come Capo economista di più di un inquilino della Casa Bianca, inoltre, ha notevole autorevolezza nel mondo accademico, politico e finanziario Usa. Inoltre (molti italiani non lo sanno), il suo libro più importante non è né il manuale di macro-economia adottato in università di mezzo mondo, né la raccolta dei saggi di economia pubblicata nel 1992 (il più significativo apparve nell’American Economic Review nell’autunno del 1983), ma i suoi studi sulla Grande Depressione pubblicati nel 2005.

Pensavo che da questi studi di appena sei anni fa “Ben” avesse tratto le lezioni per gli Stati Uniti e per il resto del mondo - segnatamente il rischio di una recessione douple dip o “a gobba di dromedario” in cui dopo una caduta avviene una ripresa che se non sostenuta da stimoli macro e micro economici si trasforma in una nuova recessione. La notte tra il 26 e il 27 agosto, i modelli econometrici dei 20 maggiori istituti di ricerca previsionale (tutti privati) avvertivano che c’è un forte rischio che un fenomeno del genere si verifichi, anche se in modo più accentuato nell’eurozona che negli Stati Uniti.

Quando conobbi “Ben” ed ebbi con lui un breve periodo di “frequentazione” mi si era presentato come un forte sostenitore di una “comunità economica atlantica a due gambe” in cui se una strascica , l’altra deve rafforzare il passo. A Jackson Hole, invece, Bernanke ha detto che le autorità monetarie federali Usa sono pronte a fornire ulteriore sostegno a un’economia debole, ma non ha indicato alcuna operazione imminente. Qualsiasi decisione sarà presa a settembre, quando la riunione di politica monetaria della Fed sarà prolungata da uno a due giorni - il 20 e il 21 - “per consentire una discussione più completa”.


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