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FINANZA/ La "versione di Ben" riavvicina la crisi

Pubblicazione:sabato 27 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 31 agosto 2011, 1.39

Ben Bernanke (Foto: ANSA) Ben Bernanke (Foto: ANSA)

Non basta certo un nuovo quantative easing da parte delle autorità monetarie americane. Tuttavia, “Ben” avrebbe potuto dare il “la” e indicare anche l’esigenza di prolungare negli Usa gli sgravi relativi a imposte che gravano direttamente sui salari e di avviare, nell’ambito delle competenze sia federali sia dei singoli Stati dell’Unione, un programma di lavori pubblici (manutenzione straordinaria di strade, autostrade ed edifici scolastici). Un’indicazione da Jackson Hole sarebbe servita pure a svegliare il torpore europeo; c’è un vero e proprio “grido di dolore” - lo abbiamo riportato, ad esempio, nelle corrispondenze da Rimini - per politiche di crescita, ma non sembra percepito da alcuni gruppi della politica e dall’altra burocrazia , né da parte del sindacato (composto per di più da pensionati) ora molto alle prese con giochi di poltrone.

La Bce si trincerà dietro la prima delibera dei suoi organi di governo (unico obiettivo della Banca impedire che il saggio d’inflazione superi il 2% l’anno). Quasi nessuno, nel continente vecchio, pare preoccuparsi di produttività e competitività.

Caro “Ben”, contavamo su di te. Perché ci hai deluso?



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