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MANOVRA/ Scholz (Cdo): a Tremonti chiediamo di aiutare la crescita

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Bernhard Scholz (Foto: IMAGOECONOMICA)  Bernhard Scholz (Foto: IMAGOECONOMICA)

Che cosa si aspetta dall’incontro di oggi col ministro Tremonti? Cosa gli chiederà? «Vogliamo parlare con il ministro della prospettiva europea nella quale l’Italia deve trovare la sua crescita, perché non siamo di fronte al problema di un solo Paese. Tremonti ha davanti a sé una sfida difficilissima: conciliare crescita e rigore per ridimensionare il debito pubblico. Vogliamo farci spiegare da lui, da Mauro e da Pittella come questo sia possibile nel quadro europeo. Il mio desiderio è che dopo questo incontro ogni partecipante possa andare via con maggiore consapevolezza del problema e maggiore conoscenza dei fattori in gioco. Se poi ci sarà il tempo, ci piacerebbe mostrare al ministro la mostra “Ante gradus” e quella sui 150 anni di sussidiarietà, perché se la sussidiarietà ha fatto l’Italia fino adesso, può essere utile almeno per altri 150 anni...». 
Alla fine di questo Meeting, si scopre più certo? E di cosa? «Sì, ci siamo accorti che abbiamo bisogno di una certezza che non dipenda dalle condizioni in cui viviamo e che anzi ci permetta di affrontarle. Non è un discorso astratto:?penso alle imprese, dove nessuno investe energie o soldi se non è certo. Quindi il tema della certezza ha un’implicazione economica, sociale e culturale decisiva, oltre che personale ed esistenziale».
Che altri frutti ha portato questa settimana? «Grazie ai giovani, il Meeting acquista sempre più una propria identità, capace di valorizzare tutto, come abbiamo visto al Cairo. E probabilmente vedremo a Tokio, dove andremo a fine anno». 
Da dove nasce questa capacità? «Siamo figli di don Giussani. Da lui abbiamo imparato ad abbracciare tutto, perché prima facciamo esperienza di essere abbracciati noi stessi. Saremo in grado di fare questo con la grazia di Dio e con la coscienza che la mostra su Cafarnao ci ricorda».

(Pietro Bongiolatti)



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