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Economia e Finanza

IL CASO/ Antonelli (AlmaLaurea): ecco svelato il "mistero" dei disoccupati italiani

Foto: ImagoeconomicaFoto: Imagoeconomica

È in ogni caso un ritratto poco positivo: “Purtroppo sì” commenta Antonelli. “Gli unici che hanno preso una posizione chiara e precisa in merito sono stati il presidente della Repubblica Napolitano e il Papa, in occasione della sua visita alle Giornata della Gioventù di Madrid. Ci tengo a sottolineare che, nel nostro piccolo, anche AlmaLaurea ha sempre avuto questa consapevolezza denunciandone la problematicità”. E come si spiega la denuncia degli imprenditori che, a fronte di una richiesta e nonostante questa disoccupazione, non riescono a trovare forza lavoro? “Per capire questo punto, bisogna osservare alcuni fattori. Innanzitutto i mercati del lavoro non sono statici, ma si evolvono, sono in movimento. Esiste sempre la coesistenza di disoccupati e posti vacanti di lavoro, non è un fatto strano, è normale. Succede per svariati motivi:  in certi settori si può assistere a  un ridimensionamento per riduzione della domanda, in altri settori si libera manodopera o non se ne assorbe, in altri ancora succede l’opposto. L’economia è un vasto mondo, è fatta di informazioni che si evolvono, flussi di lavoratori in entrata e uscita”.

Ma i media cavalcano questo atteggiamento, dire cioè che se ci sono posti di lavoro vacanti non devono esserci disoccupati: “I giornali non dicono anche altre cose. Ad esempio non citano mai dati importanti. La popolazione tra 15 e 24 anni nel 2010 era di sei milioni e passa; nel 1991 era di nove milioni e qualche centinaio di migliaio di persone. Questo significa una riduzione del 38,8%, dovuta alle politiche sulla famiglia, al calo di natività. Questo dato è un dato  importante. Un altro dato che non viene detto: i disoccupati nel 2010 erano 480mila in questa fascia di età, nel 1991 erano un milione e 292mila, dunque una riduzione dei disoccupati del 63%. È un fatto importante che dimensiona la base di offerta. Ci sono poi le persone  che non si dichiarano neanche alla ricerca di lavoro perché scoraggiate:  anche queste si sono ridotte del 24%, da 5 milioni e 736mila  nel 1991 a 4 milioni e 537mila nel 2010”.

Antonelli non si ferma qui e aggiunge un altro fatto: “C’è poi il prolungamento dell’età media di vita. I bambini nati nel 2010 secondo i dati Istat avranno una prospettiva di vita di 79 anni per i maschi e 84 per le donne. Questo cambia non solo il discorso sulle pensioni, ma quello dell’entrata del mondo del lavoro: il percorso di vita è molto più lungo e questo crea problemi di orientamento. Un dato di AlmaLaura, poi: noi rileviamo la condizione occupazionale dei diplomati non laureati, abbiamo in banca dati 51mila curriculum vitae di diplomati tecnici. Beh, a  noi non sembra che le imprese stiano cercando come dicono loro. Abbiamo invece in evidenza che i giovani si danno da fare in attività varie in attesa di qualcosa di meglio”.