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BORSA IN ROSSO/ 1. Forte: ecco come Berlusconi può aiutare l’Italia a salvarsi

Pubblicazione:mercoledì 3 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 3 agosto 2011, 11.39

Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica) Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)

BORSA MILANO ANCORA A PICCO, IN FLESSIONE PIAZZA AFFARI. La giornata di ieri è stata ancora turbolenta per i mercati finanziari. Piazza Affari ha chiuso in perdita del 2,53% e lo spread tra Btp e Bund ha raggiunto un nuovo record a quota 384 punti base. Nel pomeriggio, poi, Tremonti ha convocato il Comitato di stabilità finanziaria, di cui fanno parte, oltre al Tesoro, Consob, Isvap e Banca d’Italia. Poche ore prima, invece, Giorgio Napolitano aveva incontrato al Quirinale Mario Draghi, prossimo governatore della Banca centrale europea. Sembra dunque che tiri aria di emergenza. «Non è vero affatto - ci dice però Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze - che abbiamo una situazione di emergenza: è la politica che ha “creato” l’emergenza insieme a una parte della magistratura, che naturalmente si muove per buone ragioni, anche se i tempi sono un po’ sospetti. Se la vicenda Milanese, infatti, fosse emersa un anno fa, non avrebbe creato gli stessi strascichi di oggi. Ma forse allora non conveniva infangare l’uomo che veniva visto come il sostituto di Berlusconi a capo del governo».

 

Secondo lei, da cosa dipende allora questa sofferenza di Piazza Affari e dei titoli di stato italiani?

 

Le difficoltà della Borsa dipendono anche dal pessimismo dei mercati finanziari, i quali stanno vendendo titoli per comprare i bond che gli Stati Uniti si preparano a immettere sul mercato, dato che aumenteranno il loro debito pubblico di 2.400 miliardi di dollari in un anno e mezzo. Nonostante questo grande deficit, inoltre, gli Usa non riescono a creare occupazione: la cura keynesiana non sta funzionando, la crescita è minore del previsto e questo si fa risentire anche sulle importazioni dall’Ue. L’Europa, da parte sua, deve fare i conti con la debolezza di alcune economie che non riescono a reggere il processo di deflazione che si sta attuando per migliorare i conti pubblici. La “malattia” del debito pubblico italiano dipende invece da altro.

 

Da che cosa?


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