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BORSA IN ROSSO/ 2. Così la speculazione sta "uccidendo" le nostre imprese

Il problema delle borse mondiali - e di quella italiana in particolare - preoccupa gli investitori e gli operatori. GRAZIANO TARANTINI, presidente di Banca Akros ne parla a IlSussidiario.net

Piazza Affari (Foto Imagoeconomica) Piazza Affari (Foto Imagoeconomica)

BORSA MILANO ANCORA A PICCO, IN FLESSIONE PIAZZA AFFARI. «L’economia mondiale si trova nel mezzo di uno dei momenti più difficili e drammatici mai attraversati. All’origine di quanto sta avvenendo c’è un mix di fattori, anche se il colpo più forte l’ha dato l’economia americana che non riesce più a crescere. E l’unica soluzione può essere un’azione forte dell’Unione europea, per garantire che i titoli di Stato dei Paesi a rischio siano venduti al loro valore reale e non diventino quindi preda degli speculatori». Ad affermarlo è Graziano Tarantini, presidente di Banca Akros, intervistato da Ilsussidiario.net nel giorno in cui Piazza Affari ha chiuso un’altra seduta in rosso con una perdita del 2,53%.

 

Tarantini, che cosa sta avvenendo alle Borse mondiali e soprattutto a quella italiana?

 

Non ricordo un altro periodo così difficile e drammatico. Barack Obama ha disinnescato la situazione relativa al debito americano, e sicuramente oggi gli Stati Uniti possono respirare in modo più tranquillo di quanto facessero alcuni giorni fa. Ma questo non è bastato a rassicurare le Borse mondiali, che sono cadute nuovamente.

 

Qual è quindi la vera causa?

 

C’è un dato che è davvero allarmante: per la prima volta, l’economia degli Stati Uniti non cresce più, o lo fa a ritmi troppo blandi. Le aspettative per il primo semestre 2011 erano di un +3%, e invece il risultato è stato di un +1%. L’economia americana insomma cresce «all’italiana».

 

Fino a che punto la paura per il futuro è davvero diffusa, e fino a che punto è indotta?

 

Gli speculatori esistono sempre, ma c’è un timore molto diffuso e lo si vede in modo chiaro dall’iper-valutazione del franco svizzero. E’ il classico segnale di una paura che serpeggia tra la gente, che si rifugia nella moneta della Confederazione Elvetica perché si aspetta di trovarvi una maggiore sicurezza. Inoltre ciò che preoccupa, al di là del crollo dei mercati, è che quella che in precedenza era ritenuta una ricchezza tangibile, ora è intaccata. Ciò che è messo in discussione è la misurazione di un valore.

 

In che senso?


COMMENTI
03/08/2011 - speculazione da frenare (antonio petrina)

La frase di tarantini è giusta e sacrosanta : "garantire che i titoli di Stato dei Paesi a rischio siano venduti al loro valore reale e non diventino quindi preda degli speculatori» per cui bene ha fatto il ministro dell'economia a non fare di recente l'asta dei titoli di stato, considerando l'avanzo primario derivato da una impennata delle entrate fiscali che nei primi 7 mesi dell'anno è stata più rosea di quanto previsto nel DEF ( vedi cominicato dell'01 08 del MEF). Vediamo ora quanto dirà il Premier sulle misure a sostegno della ripresa economica per le PMI,motore dello sviluppo.

 
03/08/2011 - Speculazione? (Vulzio Abramo Prati)

Come giustamente rilevato la speculazione c'è da sempre, la domanda ovvia è perchè attacca l'Italia e non la Francia, la Germania o la Svizzera. C'è forse una congiura demopluto... come diceva qualcuno in altri tempi? Non credo! O forse perchè quando questi paesi con un'economia più forte approvavano misure triple rispetto alle nostre il Ministro diceva che noi avevamo i conti più a posto? O forse perchè abbiamo un debito spaventoso che ancora aumenta? O forse perchè le tanto promesse riforme a sostegno dell'economia e le liberalizzazioni sono solo un sogno elettorale? O forse perchè non è stato fatto niente a sostegno del lavoro soprattutto quello giovanile? O forse ancora perchè anzichè attuare il quoziente familiare promesso, incrementando la capacità di spesa, si riducono le detrazioni diminuendola? E sulla difficoltà di mercato dei titoli di stato nessuno ha pensato che aumentare a dismisura la tassa sui depositi non avrebbe certo favorito la predisposizione delle famiglie all'acquisto aprendo ancor più la via alla speculazione? In Italia abbiamo alcuni tra i migliori economisti a livello mondiale, ogni tanto sarebbe opportuno sentire cosa pensano!