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BORSA IN ROSSO/ 2. Così la speculazione sta "uccidendo" le nostre imprese

Pubblicazione:mercoledì 3 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 3 agosto 2011, 8.45

Piazza Affari (Foto Imagoeconomica) Piazza Affari (Foto Imagoeconomica)

Bastano pochi dati per comprendere che quello che sta avvenendo oggi è molto diverso da quanto accaduto in passato. Fino a poco tempo fa si usava dire che quando le valutazioni di Borsa sono inferiori o pareggiano il patrimonio netto di una società è il momento di comprare, perché è impensabile che si possa scendere ancora. Oggi in alcune società siamo già arrivati a valori pari al 20-30% del patrimonio netto: significa che non c’è più alcun collegamento tra il valore espresso dalla finanza e quello reale.

 

Che cosa la preoccupa di più della giornata di ieri?

 

Il fatto che si faccia addirittura fatica a fare scambi sui titoli di Stato, perché non si riesce a stabilirne il prezzo e a identificarne il valore. E questo si ripercuote sul valore espresso dal portafogli di numerose banche, che hanno titoli di Stato nei loro attivi. Finché si tratta di un’obbligazione, di un titolo a reddito fisso, di una corporate, si può capire. Ma per un titolo governativo no.

 

Quale può essere la risposta a questa situazione?

 

La risposta non può che essere europea, e deve avvenire a due livelli. La Bce, che pure non può comprare i titoli di Stato alle aste, lo può fare sul mercato secondario, cioè quando il titolo è già stato quotato. Acquistandoli al loro valore reale, può convincere anche gli investitori privati a fare altrettanto con effetti benefici su ampia scala. In secondo luogo l’Ue ha creato un fondo da 400 miliardi di euro per sostenere la Grecia, che non si è capito fino in fondo se sia davvero entrato a regime oppure no. Considerati quindi i differenziali, pari a 370 punti, tra i Bund tedeschi da un lato e i Btp italiani e i Bonos spagnoli dall’altro, se si vuole sostenere Italia e Spagna evitando manovre speculative quel fondo da 400 miliardi deve diventare da 3mila miliardi, e deve essere un fondo europeo che stabilisce il prezzo congruo dei titoli di Stato spagnoli e italiani. Spagna e Italia si trovano sull’orlo di una crisi più profonda, che soprattutto per quanto riguarda il nostro Paese non è meritata.

 

Intende dire che l’economia reale italiana non è così in difficoltà come può apparire dal crollo della Borsa?


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COMMENTI
03/08/2011 - speculazione da frenare (antonio petrina)

La frase di tarantini è giusta e sacrosanta : "garantire che i titoli di Stato dei Paesi a rischio siano venduti al loro valore reale e non diventino quindi preda degli speculatori» per cui bene ha fatto il ministro dell'economia a non fare di recente l'asta dei titoli di stato, considerando l'avanzo primario derivato da una impennata delle entrate fiscali che nei primi 7 mesi dell'anno è stata più rosea di quanto previsto nel DEF ( vedi cominicato dell'01 08 del MEF). Vediamo ora quanto dirà il Premier sulle misure a sostegno della ripresa economica per le PMI,motore dello sviluppo.

 
03/08/2011 - Speculazione? (Vulzio Abramo Prati)

Come giustamente rilevato la speculazione c'è da sempre, la domanda ovvia è perchè attacca l'Italia e non la Francia, la Germania o la Svizzera. C'è forse una congiura demopluto... come diceva qualcuno in altri tempi? Non credo! O forse perchè quando questi paesi con un'economia più forte approvavano misure triple rispetto alle nostre il Ministro diceva che noi avevamo i conti più a posto? O forse perchè abbiamo un debito spaventoso che ancora aumenta? O forse perchè le tanto promesse riforme a sostegno dell'economia e le liberalizzazioni sono solo un sogno elettorale? O forse perchè non è stato fatto niente a sostegno del lavoro soprattutto quello giovanile? O forse ancora perchè anzichè attuare il quoziente familiare promesso, incrementando la capacità di spesa, si riducono le detrazioni diminuendola? E sulla difficoltà di mercato dei titoli di stato nessuno ha pensato che aumentare a dismisura la tassa sui depositi non avrebbe certo favorito la predisposizione delle famiglie all'acquisto aprendo ancor più la via alla speculazione? In Italia abbiamo alcuni tra i migliori economisti a livello mondiale, ogni tanto sarebbe opportuno sentire cosa pensano!