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BORSA IN ROSSO/ 2. Così la speculazione sta "uccidendo" le nostre imprese

Piazza Affari (Foto Imagoeconomica) Piazza Affari (Foto Imagoeconomica)

I titoli di Stato italiani oggi non esprimono affatto quello che è il dato dell’economia del nostro Paese. Oggi le esportazioni sono aumentate, e una parte delle nostre aziende riesce a essere competitiva sui mercati. Gli speculatori possono fare precipitare i nostri titoli di Stato dentro a una spirale senza fine. Ma siccome conosco direttamente la realtà di molto delle principali società quotate italiane, so quali sono i loro attivi e le loro redditività, e mi sento di escludere nel modo più assoluto che valgano il 20-30% del loro patrimonio netto.

 

Per quale motivo Banca Intesa, Unicredit, Monte dei Paschi e le altre banche sono così penalizzate in Borsa?

 

Perché sono stati messi in discussione i titoli maggiormente usati da questi istituti di credito per fornire liquidità e dare le garanzie collaterali quando si compiono operazioni di cambio sui mercati. Ma così si mette in discussione il valore stesso della moneta, perché i titoli di Stato sono il benchmark verso cui ci si muove a partire dal presupposto che quello sia un titolo «a rischio zero», almeno rispetto ai parametri di mercato. Pensare quindi che i titoli di Stato possano diventare un problema, finisce per penalizzare tutte le banche.

 

Le banche italiane rischiano di diventare preda di quelle straniere?

 

Stando ai valori di Borsa di oggi, è possibile acquistarle per cifre veramente irrisorie rispetto al loro valore reale. Parliamo del 30-40% del loro patrimonio netto, e si tratta di banche molto appetibili. Di fronte alla paura, chiunque è disposto a dire: «Vendo tutto, basta che uno mi offra il 30% in più rispetto ai valori che esprime la Borsa». Accettando in questo modo dei deprezzamenti anche del 70-80%.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
03/08/2011 - speculazione da frenare (antonio petrina)

La frase di tarantini è giusta e sacrosanta : "garantire che i titoli di Stato dei Paesi a rischio siano venduti al loro valore reale e non diventino quindi preda degli speculatori» per cui bene ha fatto il ministro dell'economia a non fare di recente l'asta dei titoli di stato, considerando l'avanzo primario derivato da una impennata delle entrate fiscali che nei primi 7 mesi dell'anno è stata più rosea di quanto previsto nel DEF ( vedi cominicato dell'01 08 del MEF). Vediamo ora quanto dirà il Premier sulle misure a sostegno della ripresa economica per le PMI,motore dello sviluppo.

 
03/08/2011 - Speculazione? (Vulzio Abramo Prati)

Come giustamente rilevato la speculazione c'è da sempre, la domanda ovvia è perchè attacca l'Italia e non la Francia, la Germania o la Svizzera. C'è forse una congiura demopluto... come diceva qualcuno in altri tempi? Non credo! O forse perchè quando questi paesi con un'economia più forte approvavano misure triple rispetto alle nostre il Ministro diceva che noi avevamo i conti più a posto? O forse perchè abbiamo un debito spaventoso che ancora aumenta? O forse perchè le tanto promesse riforme a sostegno dell'economia e le liberalizzazioni sono solo un sogno elettorale? O forse perchè non è stato fatto niente a sostegno del lavoro soprattutto quello giovanile? O forse ancora perchè anzichè attuare il quoziente familiare promesso, incrementando la capacità di spesa, si riducono le detrazioni diminuendola? E sulla difficoltà di mercato dei titoli di stato nessuno ha pensato che aumentare a dismisura la tassa sui depositi non avrebbe certo favorito la predisposizione delle famiglie all'acquisto aprendo ancor più la via alla speculazione? In Italia abbiamo alcuni tra i migliori economisti a livello mondiale, ogni tanto sarebbe opportuno sentire cosa pensano!