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RISULTATI UNICREDIT/ Il gruppo cresce in Germania, ma in Italia stenta a decollare

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E l’organico rispetto al giugno 2010 è diminuito di 1.295 dipendenti su circa 160mila, anche perché gli sportelli meno performanti o situati in zone periferiche sono stati chiusi o accorpati. I costi rispetto all’anno scorso sono rimasti sostanzialmente stabili, crescendo dello 0,5% cioè meno dell’inflazione: un dato che evidenzia l’efficienza di Unicredit. I ricavi hanno raggiunto quota 13,38 miliardi nel semestre (+16%) e 6,45 miliardi nel secondo trimestre (+0,3%) contro 6,48 miliardi nel consensus. Ma soprattutto nel secondo trimestre le rettifiche su crediti sono scese del 23,4% rispetto all’anno scorso e questa sostanzialmente è un’indicazione del fatto che l’economia sta migliorando, almeno nei Paesi europei dove è presente Unicredit. Le rettifiche sui crediti sono infatti direttamente proporzionali al numero dei debitori che non pagano entro il termine stabilito. Quando l’economia va male, la loro percentuale cresce, e quindi un certo numero di questi crediti non è pagato. Quindi la banca rettifica questi crediti subendo delle perdite. Se io ho prestato cento lire a cento persone e cinque persone non mi restituiscono i soldi, sostanzialmente a conto economico devo mettere meno cinque. La frequenza con cui si presenta la rettifica su crediti è una conseguenza dello stato dell’economia.


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