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FINANZA/ L’abbraccio mortale tra Germania e Grecia prepara la tempesta perfetta

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Ma c'è di più, visto che per porre pressione sulla Merkel, gli alleati bavaresi della Csu hanno redatto un documento, primo firmatario il capogruppo al Bundestag, Joahannes Singhammer, in cui si accusa la Bce di aver pericolosamente anticipato i tempi, scavalcando i parlamenti nazionali e agendo in nome dell'EFSF prima che questo sia ratificato, acquistando bonds italiani e spagnoli sul mercato secondario.
Di più, nel documento presentato ieri, la Csu rimanda al mittente l'ultimo accordo tra la Merkel e Nicolas Sarkozy, affermando che “un governo economico dell'eurozona è inaccettabile” e soprattutto chiede cambiamenti nei Trattati Ue affinché sia permesso agli Stati di andare in bancarotta e all'Ue di espellere dall'euro quei Paesi che si macchiano di continue violazioni. Ma la signora Merkel, come anticipato, deve guardarsi anche dalla fronda interna se è vero che il portavoce per gli Affari interni, Wolfgang Bossbach della Cdu, ha annunciato il suo no al provvedimento in esame: “Non posso votare contro la mia coscienza”.
La maggior parte degli analisti pensa che la legge istitutiva dell'EFSF passerà ma il compromesso imporrà il mantenimento dell'attuale dotazione di 440 miliardi e vieterà espressamento il suo aumento a 1,5 trilioni di euro, cifra che per le principali banche è necessaria per tutelare Italia e Spagna sul mercato obbligazionario, come ora sta facendo la Bce. Detto fatto, se così sarà, verrà a mancare di colpo lo scudo europeo proprio nel mese di maggiore necessità di rifinanziamento per il nostro debito e lo spread tornerà a salire vorticosamente. E proprio ieri la Bce ha reso noto di aver acquistato la scorsa settimana sul mercato secondario 6,65 miliardi di bonds dei cosiddetti Piigs, dato che va a sommarsi ai 22 di tre settimane fa e ai 14,3 di due settimane fa e che porta il totale negli ultimi sette mesi a 115,5 miliardi di euro e Trichet a dire in audizione all'Europarlamento che “la Bce non è la Fed”. Quindi, signore e signori gli acquisti finiscono qui, da ora in avanti vi arrangiate: l'asta di obbligazione a medio e lungo termine di stamattina del Tesoro ci darà una prima "prezzatura" del mercato alle parole della Bce.
Ma l'intreccio potenzialmente mortale Germania-Grecia non finisce qui. E ad Atene, vedendo il precipizio sempre più vicino, alzano infatti la voce. O, quantomeno, minacciano di trascinare con sé qualche altro partner: la Grecia ha reso noto che procederà al piano di swap del debito, parte critica del secondo pacchetto di salvataggio internazionale, solo se ci sarà una partecipazione di almeno il 90 per cento dei creditori privati, attualmente attivi per meno del 50. E sono ancora parecchie le "bad banks" tedesche, agenzie create con il supporto del settore pubblico, strapiene di debito greco a dover decidere se partecipare o meno al piano, il cui termine per offerte volontarie e non vincolanti scade il 9 settembre. Circa 7,4 miliardi di debito sovrano ellenico sono detenuti dalla FMS Wertmanagement mentre la Erste Abwicklungsanstalt ne ha in pancia 1,1 miliardi, entrambe le detenzioni lasciate da Hypo Real Eastate e WestLB, rapidissime nello scaricare bad assets in queste agenzie para-governative e ripulire un po' i bilanci. Ma proprio la governance e l'assetto societario para-statale di queste entità, non permette chiarezza sulla possibilità di aderire allo swap, visto che questo sarebbe limitato al settore privato.


COMMENTI
30/08/2011 - irene3 (giorgio cordiero)

La svalutazione creata dai derivati è forse meno insana di quella creata dall'inflazione? Almeno con la seconda vi è un aumento dei salari, poi anche della domanda e quindi dei prezzi, ma il meccanismo, se controllato, è molto meno perverso dell'inflazione speculativa, dato che la ricchezza viene comunque distribuita e ritorna nelle tasche dei produttori: il problema sta nel fatto che le banche fabbricano denaro per il denaro e non lo fanno per l'economia reale. Un mio amico che lavora per una multinazionale americana mi ha riferito che negli USA sono stati dislocati nelle principali aree metropolitane, circa 20.000 miltiari di ritorno dalle missioni di "pace" e questo ci dice che il fenomeno delle tensioni sociali è tenuto ben presente da Obama, le voci raccontano che si sta preparando per novembre un conflitto (Siria?), in quel caso ancora una volta l'unica ripresa economica reale verrebbe dal settore degli armamenti, dell'aereonautica e dal cd. sollevamento terra, il Pil Usa potrebbe quindi tornare a crescere sopra le attese e le borse cominciano a prevederlo, ancora una volta avremo un'economia di guerra? E a febbraio 2012? I derivati in scadenza? beh, li ne vedremo ancora di belle e la Lagarde sta già ragionando in quell'ottica.

 
30/08/2011 - irene2 (giorgio cordiero)

La cosa nasce dopo il crollo del muro di Berlino: fino ad allora il timore era quello di un conflitto globale, si rendeva quindi indispensabile una classe politica seria e responsabile, l'economia e la finanza temono i lunghi e devastanti conflitti e la convenienza mondiale prevedeva una politica forte. Poi lo svaccamento, gli anni 90 con il riassetto mondiale ed i politici sempre più sgalfi e sempre meno statisti. A quel punto la piovra dei potentati economici si è impossessata del mondo ed i suoi tentacoli (le banche) per proliferare prima e per sopravvivere adesso, hanno bisogno di speculazione, perciò ogni pretesto diviene valido per combattere una guerra che vanifica ogni tentativo di regolamentazione politica del sistema. l' attacco ai debiti pubblici non ne è altro che l'ultima conseguenza cronologica: le banche si sono fatte salvare dai debiti pubblici e adesso come un aspide girano il capo e mordono il collo degli stati. Questa sitiazione però finisce per divenire sconveniente per tutti ed allora anche questa volta si metterà una pezza. Le borse? Si guadagna anche con il ribasso, anzi si guadagna in pochi e per questi la fetta è più grande. La politica ha un'unica possibilità: ignorare i mercati e cominciare a sviluppare politiche di crescita economica reale, mettere più soldi in tasca alla gente, altro che tase! Tutto sbagliato. L'accordo va trovato a livello mondiale, l'inflazione? (segue)

 
30/08/2011 - Irene (giorgio cordiero)

La tempesta perfetta, quella che doveva mettere ko New York, il cui impatto è stato previsto è scaturito dall'elaborazione di complicati modelli matematici che uniscono meteorologia e statistica. No, Irene è passata e declassata a Tempestone tropicale. Le misure di prevenzione sono state imponenti, come enormi sono state le critiche degli oppositori di Obama che ha osato dire ai newyorkesi: "e' domenica, ragazzi, pensate a dormire, a fare all'amore, magari al buio, statevene in casa che è meglio". Ha ragione Bottarelli a non essere minimamente ottimista (ma quando mai lo è stato), ma mi permetto di dissentire sulla certezza che la tempesta perfetta si abbatterà. In una scienza certa, almeno certificabile come la meteorologia si commettono eccessi previsionali, perchè ciò non dovrebbe avvenire in finanza, dove tutti abbiamo potuto vedere che può accadere tutto ed il contrerio di tutto. Ieri Christine Lagarde ha dichiarato che le banche vanno ricapitalizzate e non è certo mettere insieme la fame con la sete, fondendo due banche greche già pericolosamente sull'orlo del precipizio che possa servire all'economia, ma l'economia di finanza è sempre più slegata da quella reale. Per moltissime aziende il valore della capitalizzazione di borsa vale ormai molto meno dei soli beni strumentali di loro proprietà e questo la dice lunga. La realtà è che nel nuovo ordine mondiale, la politica ha lasciato uno spazio vuoto e questo è stato occupato dai potentati finanziari e dalle banche. (segue)

 
30/08/2011 - L'abbraccio immortale è senza alternative (celestino ferraro)

Mi domando, al di là di troppe strategie che inficiano il ragionamento, che cosa deve stare a cuore a chi ci governa? Il perseguimento di progetti ambiziosi di prevalere o l'essere cittadini della stessa Patria (l'Europa) che vinca le antiche rivalità guerriere? Il disegno di Cesare o di Napoleone, e perché no di Hitler, di Adenauer, di Schuman, De Gasperi, non ha più valore? La Germania signora assoluta, su un popolo di pezzenti, che signoraggio avrebbe, e per quanto tempo ancora? Ogni ideale politico ha valore se vive per il popolo e non per se stesso.