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FINANZA/ L’abbraccio mortale tra Germania e Grecia prepara la tempesta perfetta

Pubblicazione:martedì 30 agosto 2011

Foto: Ansa Foto: Ansa

La sola FMS detiene il doppio di debito greco di Commerzbank, a sua volta il più grosso creditore privato di Atene. Insomma, ad oggi il via libera all'iniziativa dell'IFF è giunto solo da Commerzbank, Deutsche Bank, Bayern LB, dalle compagnie assicurative Munich Re e Allianz e dall'asset manager DekaBank. Il tempo però stringe, i rendimenti greci si fanno sempre più insostenibili, le banche illiquide e gli obiettivi di bilancio per il 2011 pressoché impossibili da raggiungere, come certificato ieri dalla trojka Ue-Bce-Fmi in missione per l'ennesima volta ad Atene.
La tempesta perfetta è pronta, settembre è il mese della verità per l'Europa. Sarà per questo che ieri, a fronte dell'impasse sulla questione del collaterale richiesto alla Grecia per ottenere prestiti, quei furboni di finlandesi hanno avanzato la loro proposta: ovvero, creare una compagnia con sede in Lussemburgo, un bel trustee, per detenere assets come security per nuovi prestiti alla Grecia. E se Atene dovesse fare default sui quei prestiti legati all'EFSF, la proprietà delle azioni della compagnia detentrice verrebbero trasferite agli Stati membri. Non sarà il Partenone che diventa tedesco o le Cicladi che diventano francesi ma davvero poco ci manca: e la tentazione di lasciare Atene al suo destino potrebbe, ora, diventare davvero irresistibile. Tanto più che non esistono speranze di evitare un default da qui a fine anno con il rendimento del bond a 1 anno al 60 per cento.



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COMMENTI
30/08/2011 - irene3 (giorgio cordiero)

La svalutazione creata dai derivati è forse meno insana di quella creata dall'inflazione? Almeno con la seconda vi è un aumento dei salari, poi anche della domanda e quindi dei prezzi, ma il meccanismo, se controllato, è molto meno perverso dell'inflazione speculativa, dato che la ricchezza viene comunque distribuita e ritorna nelle tasche dei produttori: il problema sta nel fatto che le banche fabbricano denaro per il denaro e non lo fanno per l'economia reale. Un mio amico che lavora per una multinazionale americana mi ha riferito che negli USA sono stati dislocati nelle principali aree metropolitane, circa 20.000 miltiari di ritorno dalle missioni di "pace" e questo ci dice che il fenomeno delle tensioni sociali è tenuto ben presente da Obama, le voci raccontano che si sta preparando per novembre un conflitto (Siria?), in quel caso ancora una volta l'unica ripresa economica reale verrebbe dal settore degli armamenti, dell'aereonautica e dal cd. sollevamento terra, il Pil Usa potrebbe quindi tornare a crescere sopra le attese e le borse cominciano a prevederlo, ancora una volta avremo un'economia di guerra? E a febbraio 2012? I derivati in scadenza? beh, li ne vedremo ancora di belle e la Lagarde sta già ragionando in quell'ottica.

 
30/08/2011 - irene2 (giorgio cordiero)

La cosa nasce dopo il crollo del muro di Berlino: fino ad allora il timore era quello di un conflitto globale, si rendeva quindi indispensabile una classe politica seria e responsabile, l'economia e la finanza temono i lunghi e devastanti conflitti e la convenienza mondiale prevedeva una politica forte. Poi lo svaccamento, gli anni 90 con il riassetto mondiale ed i politici sempre più sgalfi e sempre meno statisti. A quel punto la piovra dei potentati economici si è impossessata del mondo ed i suoi tentacoli (le banche) per proliferare prima e per sopravvivere adesso, hanno bisogno di speculazione, perciò ogni pretesto diviene valido per combattere una guerra che vanifica ogni tentativo di regolamentazione politica del sistema. l' attacco ai debiti pubblici non ne è altro che l'ultima conseguenza cronologica: le banche si sono fatte salvare dai debiti pubblici e adesso come un aspide girano il capo e mordono il collo degli stati. Questa sitiazione però finisce per divenire sconveniente per tutti ed allora anche questa volta si metterà una pezza. Le borse? Si guadagna anche con il ribasso, anzi si guadagna in pochi e per questi la fetta è più grande. La politica ha un'unica possibilità: ignorare i mercati e cominciare a sviluppare politiche di crescita economica reale, mettere più soldi in tasca alla gente, altro che tase! Tutto sbagliato. L'accordo va trovato a livello mondiale, l'inflazione? (segue)

 
30/08/2011 - Irene (giorgio cordiero)

La tempesta perfetta, quella che doveva mettere ko New York, il cui impatto è stato previsto è scaturito dall'elaborazione di complicati modelli matematici che uniscono meteorologia e statistica. No, Irene è passata e declassata a Tempestone tropicale. Le misure di prevenzione sono state imponenti, come enormi sono state le critiche degli oppositori di Obama che ha osato dire ai newyorkesi: "e' domenica, ragazzi, pensate a dormire, a fare all'amore, magari al buio, statevene in casa che è meglio". Ha ragione Bottarelli a non essere minimamente ottimista (ma quando mai lo è stato), ma mi permetto di dissentire sulla certezza che la tempesta perfetta si abbatterà. In una scienza certa, almeno certificabile come la meteorologia si commettono eccessi previsionali, perchè ciò non dovrebbe avvenire in finanza, dove tutti abbiamo potuto vedere che può accadere tutto ed il contrerio di tutto. Ieri Christine Lagarde ha dichiarato che le banche vanno ricapitalizzate e non è certo mettere insieme la fame con la sete, fondendo due banche greche già pericolosamente sull'orlo del precipizio che possa servire all'economia, ma l'economia di finanza è sempre più slegata da quella reale. Per moltissime aziende il valore della capitalizzazione di borsa vale ormai molto meno dei soli beni strumentali di loro proprietà e questo la dice lunga. La realtà è che nel nuovo ordine mondiale, la politica ha lasciato uno spazio vuoto e questo è stato occupato dai potentati finanziari e dalle banche. (segue)

 
30/08/2011 - L'abbraccio immortale è senza alternative (celestino ferraro)

Mi domando, al di là di troppe strategie che inficiano il ragionamento, che cosa deve stare a cuore a chi ci governa? Il perseguimento di progetti ambiziosi di prevalere o l'essere cittadini della stessa Patria (l'Europa) che vinca le antiche rivalità guerriere? Il disegno di Cesare o di Napoleone, e perché no di Hitler, di Adenauer, di Schuman, De Gasperi, non ha più valore? La Germania signora assoluta, su un popolo di pezzenti, che signoraggio avrebbe, e per quanto tempo ancora? Ogni ideale politico ha valore se vive per il popolo e non per se stesso.