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Economia e Finanza

MANOVRA/ 2. Deaglio: questo è il porcellum delle finanziarie

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Nello stesso tempo il Fmi sostiene che il Pil del mondo crescrà del 4 percento, un punto in meno rispetto al previsto, ma dove la parte del “leone” la faranno i paesi emergenti.

Sono due anni che si verifica questa situazione. Cina, India, Brasile crescono. Il loro pericolo è controllare l'inflazione e ce la possono fare. Poi possono fare investimenti strutturali e aumentare la domanda interna con una certa gradualità. Vanno bene anche le “tigri asiatiche”, il Sud Est dell'Asia. Hanno indirizzato le loro esportazioni non più verso l'Occidente ma verso la Cina.

Il Fmi consiglia agli americani due cose: nuove manovre non convenzionali e la riduzione a medio termine del debito pubblico.

In genere le manovra non convenzionali per sostenere l'economia sono l'iniezione di nuova liquidità.

Professor Deaglio, vista questa situazione, non è che in Occidente il meccanismo della crescita si è inceppato e si rischia il fallimento?

Stiamo assistendo a un grande cambiamento. E' cambiato il ceto politico, è cambiata la natura di certe aziende. Nel 1990 c'era la General Motors che adesso è fallita. Adesso siamo a Microsoft. Bisognerà vedere come riusciamo a interpretare questo grande mutamento.

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
31/08/2011 - SE LA "MANOVRA" INSIDIA LA LEGGE (2) (celestino ferraro)

Per il momento tre grandi banche (le maggiori) hanno perso in borsa il 70% del valore del 2008: una fatalità dello tsunami newyorkese? Il debito pubblico è a 1900 miliardi di euro, nel 2001 era a 1500. Quattrocento miliardi in più in dieci anni. E non finisce qui! È stato tutto un equivoco: menomale. Ma perché tanti equivoci in questa compagine sgangherata che “porcheggia” l’Italia? Qual è il medico che ha prescritto a Sacconi di fare il ministro? Non potremmo, noi popolo sovrano, autotassarci e mandarlo in villeggiatura nelle Bahamas? Possibilmente accompagnato dall’ottimo Tremonti, nume tutelare di una MANOVRA effettuata a minchia di segugio.

 
31/08/2011 - SE LA "MANOVRA" INSIDIA LA LEGGE (celestino ferraro)

Il pressappochismo non sta nell’averla annunziata urbi et orbi come facente parte della MANOVRA, rivista e corretta dopo 7 ore di sperpetuo appiccicatorio, ma nel doverla ridiscutere con gli organismi preposti per valutarne la fattibilità. Allora, le 7 ore a che son servite? Se non è idiozia sarà avventurismo, sempre di imperizia peccaminosa si tratta. Una legge che dovrebbe inficiare un’altra legge, un diritto acquisito (per il quale si è versato quanto richiesto) che si perde ex tunc come se fosse una dimenticanza della memoria. Si sarebbe potuto, forse, ex nunc, ma mai retroattiva. “Nomina sunt consequentia rerum”: da un “sacconi” che avremmo dovuto attenderci? Possibile che nessuno l’abbia trattenuto dall’affibbiarci uno scartiloffio simile? Ma no! … è un malinteso … è stato tutto un equivoco e la stampa ha malamente interpretato il pensiero del ministro che alludeva a ben altro. È la pezza a colore che il solito addetto stampa riferisce alla platea sbalordita. Certo, la situazione economica è disperata, si brancola nel buio e nemmeno il rabdomante Tremonti ci si raccapezza più. Appena qualche mese fa rassicurava che la situazione italiana era solida, che era ben diversa da quella greca, portoghese, islandese, spagnola; la nostra ricchezza era costituita dalla solidità del risparmio interno, le nostre banche sono (erano?) patrimonialmente garantite e nessun rischio default le minaccia. Per il momento tre grandi banche (le maggiori) hanno perso in borsa il 70% del