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MANOVRA/ Buco di cinque miliardi. Berlusconi: "Rimettiamo mano all'Iva"

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I conti non tornano, la ragioneria di Stato fa sapere che le modifiche ala manovra hanno lasciato aperto un buco di svariati miliardi di euro. E oggi in Senato arriva la manovra. Sarebbero ben 1300 gli emendamenti pronti da applicare, provenienti dall'opposizione ma anche dalla maggioranza stessa. Di fronte alla marea di proteste sulla cancellazione del riscatto degli anni di studi universitari e di servizio militare, poi, sembra che lo stesso Berlusconi abbia intenzione di chiedere di modificare quei due punti. Ma c'è chi invece lamenta che dalla manovra siano spariti tagli consistenti, o possibilità di introiti necessari a risanare i conti. E' il caso del cosiddetto contributo di solidarietà, calcolato in un incasso per lo Stato di circa 3,8 miliardi di euro, mentre la riduzione dei tagli agli enti locali (che secondo gli enti stessi sarebbero ancora poco) costerà la perdita di un gettito calcolato in tre miliardi di euro solo nel 2012. Dove andare a prendere questi quasi sette miliardi che adesso non arriveranno più? La manovra suggerisce una entrata di 1, 5 miliardi di euro dal blocco dei riscatti universitari e del servizio militare tagliati dalle pensioni di anzianità. Rimangono ancora da trovare cinque miliardi di euro e anche quel miliardo e mezzo rischia di sparire visto che autorevoli esponenti della maggioranza dicono che la norma potrebbe essere rifatta: le pensioni non si toccano. Potrebbe arrivare in aiuto la Robin Tax: 1,8 miliardi di euro nel 2012 e nel 2013, due miliardi di euro nel 2014. Di fronte a questo ammanco di soldi, Berlusconi ha detto che si rimetterà mano all'aumento dell'Iva "con buona pace di Tremonti". Non vede alternative, il presidente del consiglio. E se la Lega tramite il proprio organo ufficiale, la Padania, fa sapere che bisogna rimettere mano alla manovra, Berlusconi risponde che l'idea è inaccettabile. In tutto questo contesto, sono scesi in campo un po' tutti, dai magistrati ai sindacati. E domani riunione del Consiglio dei ministri: si deciderà uan eventual efiducia al maxi emendamento che si intende presentare per superare la marea dei 1300 emendamenti. Preoccupazione del presidente della Repubblica.




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